LA CATTEDRALE ILLUMINATA E LA SCOMMESSA DELLA CITTA'


e Alessandro Cattaneo*
(segue dalla prima)
Scriviamo ai pavesi e a quanti, pur non risiedendo a Pavia, hanno a cuore la nostra città per legami affettivi, per motivi di studio o di lavoro, per la bellezza dei monumenti e la sua importanza storica perché domani accenderemo una luce nella notte.
La Cattedrale è per la comunità cristiana cattolica la sede del vescovo, il legame primo e diretto con la Sede Apostolica, il luogo dell'annuncio e della predicazione del Vangelo. Per meglio comprendere il valore spirituale della riapertura dell'edificio sacro la diocesi ha indetto la grande Missione popolare che è iniziata ieri nella Veglia di Pentecoste. La Cattedrale è per la società pavese il simbolo della città stessa: all'ombra di questa cupola, che domani sera illumineremo, per secoli si sono svolte le principali vicende politiche, civili, sociali, religiose della nostra città. Intere generazioni sono cresciute all'ombra della Cattedrale: l'orizzonte di Pavia è inconfondibilmente segnato da questo maestoso tempio che è simbolo di unità, di forza civile e morale, di fede e di coraggio. Intere generazioni vi sono cresciute, una generazione non conosce la Cattedrale per la sua ventennale chiusura e finalmente sta giungendo il tempo della riapertura.
Noi domani sera accenderemo una luce nella notte e con questa azione vogliamo sottolineare l'intenzione di accendere una luce nel buio di ogni notte: Pavia città della vita, città per la vita prende ogni giorno coscienza dei problemi del disagio, dell'abbandono, della perdita del lavoro, dell'integrazione fra culture differenti, della complessità del dialogo fra opposte visioni della società, dell'emarginazione e della sofferenza. La luce che accendiamo è un invito alla città intera e agli uomini di buona volontà ad utilizzare la volontà buona, a rimboccarsi le maniche come è stato necessario fare fino ad ora per la Cattedrale e ancora è necessario fare. È un invito alla città a prendere coscienza della forza che è insita in sé, del tanto bene che può operare attraverso le strutture pubbliche, l'istituzione comunale e la sua Amministrazione, attraverso l'impegno delle migliaia di volontari che operano quotidianamente nelle associazioni di volontariato, attraverso l'azione della Caritas e delle parrocchie.
Accendere la cupola della Cattedrale è un gesto simbolico che aiuta a comprendere a che punto siamo del percorso: ancora tanto resta da fare, a livello economico con la richiesta di un maggiore impegno per i lavori da ultimare e di impegno personale.
Desideriamo rinnovare l'appello alle associazioni e aprire al massimo numero di persone l'invito a sentire l'apertura della Cattedrale come il riappropriarsi della propria casa comune.
Auspichiamo un sempre maggiore coinvolgimento di persone e gruppi attorno a questo evento perché possa essere occasione di interazione sociale, di promozione umana e di consapevolezza dell'importanza dell'evento stesso. Non è semplicemente la riapertura di una chiesa: è un ritorno a casa e come tale auspichiamo che possa essere inteso e festeggiato, perché tutta la città ne risulti sempre più coinvolta e nessuno possa sentirsi escluso a casa propria.
Domani accendiamo una luce nella notte: sia segno e invito perché Pavia possa divenire casa accogliente per chi vi abita, per chi la visita e la conosce, per chi vi lavora.
*vescovo e sindaco di Pavia

Giovanni Giudici