Barroso: «Cancellati 10 anni di crescita»
ROMA.Dieci anni di crescita spazzati via dalla crisi economica e finanziaria. Che non è ancora finita.
Apocalittico il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Spiega che a dimostrarlo sono «la situazione in Grecia e gli attacchi alla stabilità. L'Europa ha approvato un'azione coordinata per sostenere gli stati membri. Non è stato facile, ma gli stati alla fine si sono messi d'accordo».
Dieci anni cancellati, ma a fronte di questa situazione l'euro «non è in pericolo» perché «è una moneta credibile», dice il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet. A essere in pericolo, invece, «è la politica di bilancio di alcuni Paesi» ha ribadito il presidente della Bce, in un'intervista al tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Intervenendo alla conferenza del Comitato economico e sociale europeo, che si è chiusa ieri a Firenze, Barroso ha osservato che «le sfide finanziarie sono di portata immensa, senza precedenti». In passato - ha detto ancora - possono esserci stati attacchi speculativi nei confronti di singoli paesi, «ma è la prima volta che ci troviamo di fronte ad attacchi al debito sovrano di una zona monetaria integrata. Non ci può essere unione monetaria senza unione economica: i mercati lo hanno capito, spero che lo capiscano anche i politici». Alcuni dei quali, secondo Barroso, accusano ingiustamente Bruxelles per «le politiche di austerità» che sono invece «decisioni dei governi».
Gli obiettivi - ha spiegato ancora il presidente - «sono stabiliti insieme, ma la risposta concreta spetta ai governi nazionali». Sul fronte dei tagli, ieri è arrivato l'annuncio di misure aggressive di riduzione dei costi da parte del Tesoro britannico. Senza usare mezzi termini, il segretario di Stato David Laws ha spiegato al Financial Times che «ci stiamo muovendo da un'era di opulenza ad una di rigore sul fronte delle finanze pubbliche».
Sui bruschi movimenti verificatisi sui mercati negli ultimi giorni, Trichet ha spiegato che «sono la combinazione dell'umore degli investitori e dell'influenza degli speculatori, come gli hedge fund». Il presidente della Bce si è detto favorevole a una più stringente regolazione del settore bancario e dei fondi speculativi e «ad un cambiamento dei valori».
Sia nel settore finanziario sia in quello bancario, ha proseguito il numero 1 della Banca centrale europea, «si sono sviluppati alcuni comportamenti che si sono scostati profondamente dai valori fondamentali della nostra società democratica».
Tornando a Barroso, sull'evasione fiscale ha sottolineato che «in alcuni Paesi ci sono problemi enormi» e che «serve una cultura del rigore».
Il presidente della Commissione europea ha annunciato che entro il 2010 potrebbe essere approvata una «piattaforma contro la povertà». «Spero che il consiglio europeo che si riunirà a giugno - dice Barroso - fissi gli obiettivi di qualità per l'istruzione e l'inclusione sociale. Se riusciremo a trovare il consenso proveremo a costruire entro il 2010 una piattaforma contro la povertà».