I giocatori non si presentano I tifosi: «Mancanza di rispetto»

VIGEVANO.Alla fine non sono arrivati. I tifosi del Vigevano Club hanno atteso per circa un'ora i giocatori del Vigevano che dovevano ricevere i premi consegnati al miglior realizzatore (Simone Soncini), al più corretto (Giacomo Tani), al miglior giovane (Mattia Ferrati), e al calciatore con il rendimento migliore (Nicholas Siega) ma nessuno di loro ha disatteso il diktat della società: «I calciatori non vanno alla cerimonia del Vigevano Club». Cosi aveva parlato il presidente Davide Speciale il giorno prima. Le critiche mosse dai tifosi organizzati nel corso dell'anno, in modo particolare alla dirigenza, hanno pesato sull'etichetta. I buoni rapporti tra società e tifosi non torneranno, non certo a breve, e qualcuno azzarda: «almeno fino a quando ci sarà questa società». Ma lunedi sera alla sede del Club prevaleva l'amarezza. Qualche vecchio tifoso ha commentato sconsolato: «E' la prima volta in tanti anni». Dal 1971 per la precisione, da quando è stato fondato il Vigevano Club. «Ci spiace - dice il presidente Davide Bellazzi - che i giocatori non siano venuti. Nonostante abbiamo mosso delle critiche nel corso dell'anno, questi premi erano la dimostrazione che comunque riconosciamo il rendimento dei calciatori più meritevoli». E' innegabile che la diserzione per ordine della società suoni come uno sgarbo a quanti, comunque, non hanno mai fatto mancare la propria presenza allo stadio e anche nelle trasferte. «C'è stata mancanza di rispetto - dice Bellazzi -. Innanzitutto per le persone scomparse a cui sono stati intitolati i premi. E poi nei confronti dei tifosi. Torna la dimostrazione di quanto è già stato detto. Non si curano bene i rapporti con l'esterno e lo scarso numero di tifosi presenti alla domenica, si fatica a raggiungere i 300 spettatori, e lo spirito disilluso con cui vengono allo stadio sono la dimostrazione». Alla cerimonia c'era anche Claudio Mascherpa, uno dei consiglieri del Vigevano Calcio che ha messo in palio il premio per il miglior Juniores. «Non mi è sembrata giusta l'assenza - dice -. Io sono venuto di persona per consegnare il premio e nessuno si è fatto vivo». La frattura tra tifo organizzato e dirigenza sembra a questo punto insanabile e il rapporto di indifferenza si è trasformato in una vera e propria conflittualità. Giovedi si è tramutata in un brutto gesto da parte del club.

Andrea Ballone