«Strada aperta per creare cellule-operaie»
ROMA.«La scoperta di Venter ha dimostrato che la vita non ha nulla di magico. Non c'è nulla di misterioso che vada oltre il Dna. Per questo motivo secondo me è importante più da un punto di vista teorico che pratico». A sostenerlo è uno dei più insigni genetisti italiani, il professor Edoardo Boncinelli, del Dipartimento di Ricerca Biologica e Tecnologica (DIBIT) dell'Istituto Scientifico H. San Raffaele di Milano.
E dal punto di vista pratico?
«È un altro importante passo avanti della scienza verso la creazione di cellule e forse un domani di organismi con un genoma progettato a tavolino. Questo può portare a tante cose, ma non a quelle immaginate dai romanzi di fantascienza».
Che vantaggi potrà comportare per l'umanità?
«Venter vorrebbe costruire e rilasciare nell'ambiente dei batteri capaci, ad esempio, di disinquinare dal petrolio le acque degli oceani o produrre biocarburanti. Anche se questo non è facile a farsi, la sua scoperta apre comunque le porte alla creazione di 'batteri-operai" non esistenti in natura».
Prevede tempi lunghi?
«I tempi potranno anche essere brevi, non è detto, tutto sta se Venter ha le idee chiare o meno su dove vuole andare a parare».
Quali possono essere i rischi?
«Che qualche malintenzionato usi batteri pericolosi per una guerra batteriologica. Mi sembra improbabile, ma certo bisogna stare in guardia».
La Chiesa è stata più prudente che in passato nel commentare la scoperta. Da scienziato come vede questo atteggiamento?
«E' vero, sono stati meno negativi del solito, ma la cosa non mi fa alcun effetto: lo saranno la prossima volta. Intanto qualcuno ha già detto che non si tratta di vita, mentre per noi scienziati che questa è vita, è ovvio, e da 40 anni». (m.v.)