«La politica? Deve restare fuori dall'aula»
PAVIA.C'è chi «inorridisce» come Irene Campari, chi parla di «battuta molto peggio che infelice» come Delio Todeschini e chi, come Daniele Salerno, cita Voltaire. E c'è anche chi come Massimo Depaoli stigmatizza il comportamento dell'insegnante ma anche quello del vicesindaco che l'ha apostrofata come «ospite» per le sue origini calabresi. E' un dato di fatto, però, che nessuno degli insegnanti direttamente impegnati in politica difende in qualche modo l'insegnante del Cairoli che dopo un'interrogazione ha motivato l'insufficenza rifilata a uno studente con il suo impegno leghista.
«Voglio sperare che si sia trattato di una battuta, una battuta molto più che infelice - allarga le braccia Delio Todeschini, insegnante di lettere, ex assessore provinciale e attuale assessore comunale a Voghera nelle fila di Forza Italia -. Un docente deve poter giudicare in maniera imparziale a prescindere da simpatie e antipatie personale: figurarsi quale deve essere il suo atteggiamento in materia di convinzioni politiche degli studenti».
Politicamente sulla barricata opposta visto che è una protagonista della sinistra pavese, Irene Campari è d'accordo con Todeschini: «E' una vicenda inaccettabile sia sotto l'aspetto delle relazioni umane che quello della deontologia professionale - taglia corto l'insegnante di storia filosofia al liceo Copernico -. Le idee politiche di un adolescente fanno parte di una identità che si sta formando, quindi colpirle vuol dire colpire una identità in crescita. Non si fa e non si deve fare nemmeno di fronte a provocazioni: la professionalità sta nello staccare la propria posizione politica da quello che si sta facendo a scuola».
Daniele Salerno, assessore nella giunta vogherese di centrodestra, ha insegnato per anni al Bordoni, ora è in cattedra al Baratta di Voghera, e cita Voltaire: «Il filosofo francese lo ha spiegato al mondo, io lo ripeto agli studenti: 'Sono contrario alla tua opinione, ma sono disposto a dar la vita perchè tu possa esprimerla". Il compito della scuola è sviluppare una coscienza critica. A scuola i ragazzi sanno che faccio politica e capita che mi chiedano di prendere posizione: li invito a leggere i giornali: a scuola parlo di idee, non di movimenti».
Anche Massimo Depaoli, consigliere comunale del Pd e insegnante di lettere al Copernico, mette l'accento sulla necessità di separare l'impegno in politica da quello nella scuola. «Da cittadino impegnato in politica mi indigno quando il vicesindaco Gianmarco Centinaio definisce"ospite" un'insegnante solo perchè non è nata a Pavia - commenta -. Da insegnante dico e ripeto che i voti non dipendono dalla tessera o dall'appartenenza politica, ma dalla conoscenza della materia. I ragazzi sanno che sono un consigliere comunale, certo: il vero problema è che, a volte, non sanno cosa sia un consiglio comunale, come funzionano le istituzioni che governano la loro vita». (s. ro.)