Vigevano, dettagli fatali Ma con l'orgoglio ha spaventato Reggio


VIGEVANO.L'ultima partita della stagione le ha racchiuse tutte. Se Vigevano avesse battuto Reggio Emilia avrebbe eguagliato il record di Pesaro, in semifinale da neopromossa, ma il ko in gara5 dei quarti play off (72-68) ha mandato in archivio un anno comunque da ricordare. Al palaBigi la Miro Radici è partita male, come le era successo già molte altre volte durante l'anno, poi è rientrata. «Nove volte su dieci quando in gara5 la squadra in trasferta comincia l'ultimo quarto sotto di 13 punti (57-44, ndr), quegli ultimi dieci minuti diventano una passerella per i padroni di casa, noi invece siamo quasi riusciti a vincere - ha commentato Gigi Garelli al palaBigi - . Per 30 minuti abbiamo giocato peggio che nelle altre quattro sfide, commettendo una serie di errori in attacco e sbagliando alcune scelte in difesa nonostante i tanti video e le istruzioni date. Nell'ultimo quarto però abbiamo buttato in campo tutte le energie che avevamo, come dimostra il parziale di quei 10': 15-24. Risaliti a meno 5, Reggio è andata in crisi, ma noi non avevamo più le forze per sorpassare e su entrambi i fronti sono state commesse delle scelleratezze. Alla fine però non ho niente da rimprovarare ai miei giocatori e sono orgoglioso di loro».
«Vigevano è rimasta a meno 5 per circa 4', se avesse segnato il meno 3 li, la partita sarebbe girata - spiega coach Luigi Gresta, commentatore per RaiSport2, che ha trasmesso la gara in diretta - . Anche cosi però Vigevano esce dai play off a testa altissima perché per tutta gara5 è stata come l'araba fenice: sembrava morta e invece si rialzava ogni volta».
Sono stati i dettagli a fare la differenza e i dettagli dicono che nell'arco delle cinque partite Boyette ha perso la sfida con Hite e Williams è mancato al tiro, soprattutto dall'arco (12,5%). «Ma non dite che i due americani hanno giocato pensando solo alle ferie perché non è vero - ha detto Garelli - . Chi vuole tornare a casa non recupera due palloni nell'ultimo minuto come ha fatto Boyette. Jermaine tende ad abbacchiarsi perché è un talentuoso e come tutti i talentuosi a volte si estranea. E Williams dà sempre il massimo, anche se a volte lascia desiderare sul piano della qualità. Ho dovuto spronarli, ma c'erano anche loro nel momento della rimonta». Ghersetti, Banti e Ganeto non sono stati continui, ma non era semplice tenere testa ai più alti e massicci lunghi emiliani. Il più affidabile si è dimostrato Bertolazzi, in calo in gara5 ma che ha comunque ottenuto la valutazione migliore dei ducali nella serie (15,4). Mercoledi Garelli ha ripescato dalla panchina Cavallaro, che l'ha ripagato con due triple fondamentali per la rimonta. Con il senno di poi, il tiratore vigevanese avrebbe potuto trovare spazio anche nel finale di gara4, il match point sprecato in casa dalla Radici, ma è solo un altro dettaglio.
L'unica nota negativa è stata la rissa sfiorata dopo la sirena di gara5. Smith ha fatto cadere gli occhiali di Cucchi con una manata al volto e solo l'intervento di giocatori e dirigenti ha impedito che il reggiano e il preparatore ducale si picchiassero.

Claudio Malvicini