Il preside dell'istituto Pollini: «Verdetto pesante, ma ha grande valore educativo e simbolico»


MORTARA.«Il mio amico non è un bullo. Non meritava una condanna, per di più cosi pesante». Filippo Russi, 20 anni, non condivide la sentenza - un anno e 8 mesi di carcere, con la condizionale - contro un ex allievo dell'istituto professionale Pollini, corso di agraria, accusato di estorsione: chiedeva a un compagno soldi e sigarette, minacciandolo.
All'epoca dei fatti, il 'bullo" S.P. aveva 19 anni e la vittima 16. Secondo le immagini dei carabinieri, richieste e minacce sono andate avanti dal maggio 2008 sino a ottobre dello stesso anno. Dopo sei mesi, la vittima ha raccontato la sua versione ai genitori che l'hanno accompagnato dai carabinieri. Le indagini dei militari della stazione di Garlasco sono durate oltre tre mesi, poi è partita la denuncia. Secondo le accuse, S.P. taglieggiava il compagno sia a scuola sia fuori: nel piazzale della stazione, in particolare, sul treno da e per Garlasco.
Ma il presunto estorsore si è sempre dichiarato innocente, e l'ex compagno di classe lo difende: «Non voleva ricattare nessuno, si sarà trattato sicuramente di atteggiamenti scherzosi - dice l'amico - E comunque una condanna a 20 mesi di carcere per qualche sigaretta chiesta magari con insistenza è davvero eccessiva».
Secondo Filippo Russi, studente all'ultimo anno del corso di agraria, si parla comunque troppo di bullismo, diventato un tema di moda: «E' un fenomeno che non è certo nato ieri, nelle scuole e altrove. In passato se ne parlava poco, adesso improvvisamente spuntano casi di bullismo dappertutto. E viene interpretato come bullismo anche ciò che non lo è». E ancora: «Non potevano bastare delle sanzioni disciplinari inflitte dalla scuola?». Su questo interviene il preside del Pollini, Alberto Henin: «Gli episodi contestati nella denuncia sono avvenuti tutti fuori dalla scuola». Il capo istituto ricorda che il ragazzo poi condannato dal giudice è stato più volte redarguito sia dal preside che dagli insegnanti, per certi atteggiamenti verso i compagni.
Ma le ammonizioni a scuola non sono servite, diceva Henin, commentando la sentenza firmata dal giudice dell'udienza preliminare di Vigevano. L'imputato oggi 21enne - vive a Garlasco e attualmente lavora come giardiniere - ha chiesto il giudizio abbreviato, che consente la riduzione di un terzo della pena, ha avuto la sospensione condizionale e la non menzione della condanna. Tecnicamente, S.P. era accusato di estorsione continuata ai danni del compagni: «Ma è un caso di bullismo - dice Alberto Henin ribadendo che - è una sentenza pesante, ma di grande valore educativo e simbolico».

Anna Mangiarotti