Il Tar «sblocca» la Broni-Mortara
PAVIA. Il Tar della Lombardia sblocca l'autostrada Broni-Mortara: la prima sezione milanese del tribunale amministrativo ha rigetto il ricorso del gruppo spagnolo Sis che chiedeva di fermare tutto l'iter dopo essere stato escluso da Infrastrutture Lombarde, la società regionale per le grandi opere, dalla gara per la progettazione, realizzazione e gestione di un'autostrada da un miliardo e 800 milioni di euro pensata per 'avvicinare" l'Oltrepo orientale alla Lomellina.
L'appalto era stato assegnato alla Sabrom, società composta dalla Impregilo del gruppo Gavio e dalla Milano-Serravalle che gestisce, oltre all'omonimo tratto autostradale, anche le tangenziali milanesi: Carlo Alberto Belloni, presidente di Sabrom, valuta con ovvia soddisfazione la sentenza del Tar. «Da oggi siamo in grado di firmare in Regione la convenzione - spiega -. Finora, infatti, siamo stati assegnatari della concessione per realizzare e gestire l'autostrada Broni-Mortara, ma con la sentenza del Tar che rigetta il ricorso presentato dal gruppo Sis diventiamo formalmente concessionari».
Il Gruppo Sis era stato escluso perchè, secondo Infrastrutture Lombarde che è la società regionale per le grandi opere, non aveva inserito nel piano economico finanziario necessario per partecipare alla gara i costi del personale. E' contro questa decisione che Sis aveva presentato ricorso al tribunale amministrativo. Il Tar aveva affidato al provveditore regionale per le opere pubbliche il compito di verificare l'offerta di Sis, ma anche il provveditore era giunto alle stesse conclusioni di Infrastrutture Lombarde. In seguito, il Tar aveva affidato una perizia anche ad Angelo Balducci, ingengere, presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici e braccio destro del capo della protezione civile Guido Bertolaso. Balducci aveva consegnato al Tar il risultato della sua ersizia, favorevole alla Sis, un mese prima di essere arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul G8. Della vicenda si occupa la procura di Milano che ipotizza (ma le indagini sono in corso) un conflitto di interessi nell'asegnazione della consulenza. Per questo il direttore di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni aveva annunciato la ricusazione della perizia.
E ora Infrastrutture Lombarde guarda al futuro con ottimismo: «Questa vicenda ci ha fatto perdere due anni - commenta Rognoni -. Ora però, il dispositivo del Tar dà pienamente ragione all'impostazione che avevamo dato all'iter per la Broni-Mortara. Iter che prosegue: il piano prevede di sottoscrivere con la concessionaria gli atti formali prima di settembre per arrivre, nel primo semestre del 2015, ad inaugurare l'autostrada».
L'unico inciampo che potrebbe arrivare a questo punto, al di là dell'opposizione dei gruppi ambientalisti sul territorio, potrebbe essere un ricorso al Consiglio di Stato del gruppo Sis contro la sentenza del Tar.