Bullo a scuola, condanna a 20 mesi
MORTARA. Faceva il bullo a scuola con il compagno più giovane, chiedendo soldi e sigarette a suon di minacce. E' stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione: S.P., oggi 21enne, di Garlasco, all'epoca (nel 2008) era studente dell'istituto Pollini di Mortara.
Tecnicamente, S.P. era accusato di estorsione: «Ma in pratica è un classico caso di bullismo - dice il preside del Pollini, Alberto Henin - è una sentenza pesante, ma di grande valore educativo e simbolico».
Una pena sproporzionata, dice la madre del ragazzo: «Ha un carattere difficile, è vero. E certamente ha sbagliato. Ma l'hanno trattato come un criminale, per uno scherzo fra ragazzi». S.P., che si è diplomato l'anno scorso e adesso fa il giardiniere, ieri non voleva parlare: «Mio figlio è sotto choc, pensava di essere assolto». I fatti risalgono a un anno e mezzo fa, quando vittima e 'bullo" frequentavano entrambi il corso di agraria del Pollini. Tutti e due vivono a Garlasco, viaggiavano insieme in treno per arrivare a Mortara.
Secondo le indagini dei carabinieri, richieste e minacce sono andate avanti dal maggio 2008 (quando la vittima era al secondo anno di corso, l'estorsore al quarto) sino a tutto ottobre dello stesso anno. «Dammi le sigarette, pirla. Se no ti ammazzo, ti spacco la faccia». Secondo gli atti processuali, frasi simili venivano dette al 16enne quasi quotidianamente, per avere in cambio prima una sigaretta, poi un intero pacchetto. Venivano chiesti anche soldi: piccolissime cifre, 50 centesimi per volta, per sottolineare che a quelle richieste si doveva obbedire, o potevano essere guai. Dopo sei mesi, la vittima ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori che poi l'hanno accompagnato dai carabinieri, per segnalare quel che stava succedendo al figlio. Le indagini dei militari della stazione di Garlasco sono durate oltre tre mesi, poi è partita la denuncia.
Secondo le accuse, S.P. taglieggiava il compagno sia a scuola sia fuori: nel piazzale della stazione, in particolare, sul treno da e per Garlasco. Accompagnando le richieste con insulti, frasi offensive e umilianti, minacce di violenze fisiche, anche davanti ad altre persone. Il preside Alberto Henin aveva subito ammesso che, all'interno della sua scuola, c'erano stati diversi casi di comportamenti che sconfinavano nel bullismo, anche con richieste di denaro. Ma quella era la prima denuncia nella storia dell'istituto superiore mortarese: uno dei più popolosi della provincia, con 700 studenti suddivisi nei corsi di agraria, tecnico alberghiero e operatore sociale. Moltoi arrivano da fuori sede, anche dal Milanese e dal Piemonte, non solo da comuni della Lomellina. Il Pollini ha diverse sedi per le lezioni, con problemi di spazio che si trascinano da anni - l'agraria fa lezione in via Marsala e via Fagnani - e non sono ancora stati completamente risolti. Questa volta non si parla della scuola per la carenza di aule. Ma per la sentenza di un giudice che condanna lo studente accusato di estorsione nei confronti del compagno di due anni più giovane.
Oggi la vittima frequenta il quarto anno del corso di agraria, deve compiere fra poco 18 anni. Anche per lui interviene la madre, che chiede di non pubblicare il nome del figlio: «Nulla da commentare, almeno per ora. Per noi parla decisione del giudice. E comunque, questa ormai è una vecchia storia». Non è stato bello viverla, «ma mio figlio sta cercando di dimenticarla».