Viaggi fotografici attraverso i volti
VOGHERA. Una sorta di omaggio a Melville e al suo Moby Dick. 'In cerca di Achab. Navigazioni e derive del volto fotografico" è il titolo del laboratorio a cui gli artisti dell'Associazione OltreFoto di Voghera si sono dedicati in questo ultimo anno, e 'In cerca di Achab" è anche la mostra che raccoglie i frutti del lavoro, gli scatti migliori scelti tra tutti i vari partecipanti.
Ventiquattro le immagini selezionate (a colori e in bianco e nero, tutte della dimensione 70x100 cm), protagoniste (nell'ambito della manifestazione vogherese 'le forme dell'anima. Parole...Musica...Immagine) da sabato (inaugurazione ore 16) e fino al 30 maggio negli spazi del Centro Adolescere di Voghera. 'Le nostre foto parlano di navigazione - spiega Paolo Valassi -; abbiamo circumnavigato i volti, le storie e i sogni che possono raccontare, a volte siamo sfuggiti, lasciandoci andare alla deriva, altre ci siamo concentrati sui particolari, e abbiamo scoperto che esistono molteplici possibilità di raccontare un volto. Dalla sovraesposizione all'effetto sfocato al panning, questo è il nostro risultato!". Artefice di tutto è Enrico Prada, che ha ideato e diretto il laboratorio. 'Primo passo di questo lavoro - spiega - è stato imparare a osservare il volto, a dar vita a una ecologia dello sguardo per sgombrare il campo visivo e la mente da luoghi comuni e automatismi. Per questo il volto è stato scomposto nei suoi elementi costitutivi di base: linee, forme, volumi, luci, ombre, e ne è scaturito un volto 'esploso" in frammenti, decostruito. Il secondo passo è stato imparare a leggere il volto, ovvero rimetterne insieme i frammenti, ricostruire il volto disperso (e ritrovato) per poterlo guardare senza pregiudizi. Per poterlo ascoltare. Un volto che, essendo prima di tutto Forma, mostra i tratti che lo compongono, i propri segni, come fossero pagine da leggere, da decifrare". Ma a questo punto i fotografi di OltreFoto hanno cominciato a porsi alcune domande: come ascoltare il volto? Come ascoltare le frasi, le urla o le storie tracciate da quelle linee-bocca, curve-occhi, solchi-rughe? In altre parole, i fotografi davanti al volto come iscrizione da decifrare si sono trovati nella necessità di interrogarsi sul proprio mezzo espressivo: cosa può fare la fotografia davanti al volto? 'Cosi - spiega Giorgio Ghersani, presidente di OltreFoto - quella che sembrava una tranquilla esplorazione, una navigazione sicura verso le storie contenute nei volti si è trasformata in un incontro con un Maelström di domande. Improvvisamente il clima è cambiato, s'è fatto tempestoso: il volto si è dilatato, è diventato immenso, troppo grande, e la fotografia, il minuscolo tempo fotografico, troppo stretto per contenere in un solo e singolo attimo qualcosa di cosi smisurato, intenso e profondo". E i fotografi hanno (terza e ultima fase del laboratorio) preso atto di questa rotta frantumata, di questa deriva, tentando di tradurre in equivalenti visivi le domande e le inquietudini emerse nello sguardo. 'In cerca di Achab", dunque, è il resoconto di queste interrogazioni davanti a un nuovo paesaggio: volti resi irriconoscibili (perché inafferrabili) dal mosso, dalla tecnica del panning o dallo sfocato. Volti resi illeggibili perché diluiti nell'acqua o sovraesposti sino al limite della bruciatura. Oppure ritratti che contengono altri ritratti. (c. arg.)
'IN CERCA DI ACHAB. Navigazioni e derive del volto fotografico", fino al 30 maggio, Centro Adolescere Voghera. Orari: lunedi-venerdi 16-18, sabato e domenica 10-12 e 16-18.