Addio a Edoardo Sanguineti poeta dell'avanguardia E' morto in sala operatoria
PAVIA.Era salito sul palco del castello in occasione del primo Festival dei Saperi ingaggiando una tenzone poetica con Elio delle Storie Tese che aveva entusiasmato i pavesi, Edoardo Sanguineti se ne è andato per sempre ieri a 79 anni dopo un intervento, mentre era ancora in sala operatoria. Il pm ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. «E' successo tutto stamani, l'ho accompagnato al pronto soccorso - ha raccontato la moglie - Abbiamo aspettato due ore, si sa come va nei pronto soccorso. Prima gli hanno fatto una Tac, hanno visto che c'era un aneurisma aperto ed hanno detto che dovevano operare subito. Per fortuna c'era un professore che l'aveva già operato per un by-pass. Ero tranquilla perchè è un ottimo medico, ma purtroppo è capitato quello che è capitato. Dicevo ai medici del pronto soccorso, non schiacciategli la pancia che ha un aneurisma che si vede dall'esterno, niente, quelli dicevano che dovevano visitarlo».
Teorico di spicco del gruppo «Gruppo 63» che rivoluzionò la scena letteraria italiana nei primi anni Sessanta, Sanguineti è stato figura di letterato a 360 gradi, fuori e dentro il mondo accademico. Poeta, intellettuale, professore di letteratura all'Università di Torino, Salerno e Genova, autore di teatro, critico, saggista, la sua attività è continuata fino all'ultimo. Capofila della neoavanguardia poetica, partecipò alla raccolta collettiva di poesia «I nuovissimi» (1961) da dove approdò con un ruolo determinante e fondativo al «Gruppo 63». La sua poesia sperimentale rappresenta la 'dissoluzione" del linguaggio quotidiano, come dimostrazione dell'impossibilità del comunicare nella società dei consumi. La sua capacità critica si è applicata a Dante, al a poesia italiana del '900. Molto attivo anche nella narrativa e nel teatro.