Colpo a Viridea, svaligiata la cassaforte


SAN MARTINO. Il capo indossava una maschera bianca da film horror. E come i due complici, che l'altra notte hanno svuotato la cassaforte di Viridea a San Martino, era vestito di nero, calzava anfibi e guanti. Sono passati e ripassati davanti alle telecamere senza lasciare tracce.
Il colpo è stato studiato nei dettagli. La banda è entrata in azione domenica notte.
Ha atteso che la guardia giurata facesse la sua abituale ispezione e due minuti più tardi si è mossa.
Il piazzale del Viridea era ormai deserto. I tre malviventi sono passati dal campo sul retro portando con sè tutti gli attrezzi necessari ad aprirsi un varco e a forzare la cassaforte. Si sono arrampicati sul tetto della serra e con un'accetta hanno bucato la lastra di plexiglas del soffitto ritagliando un quadrato dal quale calarsi. Da li sono penetrati all'interno della struttura, disattivando per prima cosa il sistema d'allarme.
I loro volti compaiono all'improvviso nel filmato delle telecamere all'1.48 della notte. Guardano in alto, verso l'obbiettivo acceso, consapevoli di essere ripresi. Ma hanno il volto coperto, uno di loro indossa persino una maschera bianca simile a quelle che si usano nell'Hockey. Vanno diretti al bersaglio: l'ufficio del direttore e le due cassaforti a muro. Estraggono la prima dalla parete, mentre la porta blindata della seconda viene sventrata come fosse burro con un flessibile. In tutto i tre ladri infilano in una sacca un bottino da 40mila euro.
Poi si dileguando in tutta calma, lasciando che le telecamere li seguano. Un quarto uomo li ha attesi probabilmente sulla strada.
«Ci siamo accorti dell'accaduto il lunedi mattina, poco dopo le 8.30 - spiegano in direzione a Viridea -. Gli uffici erano stati messi a soqquadro e le cassaforti erano aperte. Cassetti aperti, pezzi di muro sul pavimento. E' stato uno shock».
Sul posto è intervenuto il nucleo dei carabinieri che si occupa delle indagini scientifiche. Ma i ladri non hanno lasciato impronte. E nessun altra traccia valida.
Anche se gli inquirenti non escludono che possa trattarsi della stessa banda che ha svaligiato all'inizio di maggio il Superdi, sulla ex statale dei Cairoli: stessa dinamica, bottino di circa 30mila euro. Tre settimane fa un terzetto mascherato e vestito con indumenti scuri - uqasi certamente gli stessi di domenica notte - si era introdotto al Viridea. Ma in quell'occasione aveva solo provocato molti danni, rompendo anche porte e finestre, senza tuttavia riuscire ad arrivare alla cassaforte. Era poi scattato l'allarme. L'incursione è durata poco ma forse ha permesso alla banda di studiare meglio l'ambiente e tornare sul posto preparata.

Maria Grazia Piccaluga