«Questa volta non voleva partire»
ROMA.«Ora mi chiama, e mi dice che è tutto a posto». Maria Pittelli, moglie di Massimiliano Ramadù, è chiusa nell'abitazione della famiglia a Cisterna di Latina, sconvolta, in stato di shock. Lo racconta uno zio, che dice anche 'Massimiliano questa volta non voleva partire". La moglie lo aveva sentito per qualche minuto domenica sera, attraverso Skype. Lui le aveva detto che era tutto a posto, era tranquillo anche se pronto per una nuova missione in un territorio maledetto. Ma c'era abituato, dopo aver vissuto la guerra a Kabul e a Nassiriya. Con Maria si erano sposati nel luglio scorso: «Non voleva partire - racconta lo zio Luciano Ramadù - voleva mettere su famiglia, ma alla fine mancavano i volontari e il 24 aprile è partito». Prima di salire sul volo per per l'Afghanistan aveva accompagnato la moglie a Cisterna di Latina, a casa dei genitori, per non lasciarla da sola a Torino. «Era preoccupato e dispiaciuto di dover partire - aggiunge lo zio -, l'ultima volta l'ho visto a marzo, poco prima di partire».
Il padre di Luigi Pascazio è un agente di polizia della questura di Bari. Da lui il figlio aveva ereditato la passione per la divisa, e nel 2005 si era arruolato. Era fidanzato con Antonia, 23 anni, parrucchiera, che ieri è entrata nella casa della famiglia Pascazio per non uscirne più. Tutti uniti e stretti nello strazio per quella perdita enorme. Il padre Angelo ha mandato un messaggio tramite un collega: «E' un dolore per ogni uomo con un cuore, per ogni uomo che crede nel sacrificio per la patria, per ogni uomo che crede negli ideali, che dare un contributo piccolo o grande che sia possa servire a migliorare il mondo anche con la propria vita».
Nella caserma della Taurinense a Torino si piangono gli amici. «Mi hanno strappato due figli» commenta il generale Francesco Paolo Figliuolo al comando della caserma Monte Grappa dove ha sede la brigata. (p.ca.)