La Riso Scotti non conferma Milano
PAVIA. E' la fine di un ciclo. Gianfranco Milano non sarà più l'allenatore della Riso Scotti, e non sarà il suo vice Rosario Braia a sostituirlo. Sono stati i due tecnici che hanno guidato Pavia negli ultimi sei anni. A deciderlo è stata la società.
Martedi il general manager Gigi Poma e i due allenatori si sono incontrati e il dirigente ha comunicato loro la decisione della società. Il loro rapporto di lavoro finirà a giugno. Con Braia e Milano, Pavia è passata in sei stagioni dalla B1 ai quarti play off di A1. «Li ho ringraziati per quello che hanno fatto in questi anni, ma ci è sembrato fisiologico cambiare dopo cosi tanto tempo - dice Poma - . E preferito comunicarglielo subito perché per ora l'unica certezza è che ci iscriveremo anche l'anno prossimo alla A1, ma fino al 10 giugno non sarei stato in grado di dire con che budget e quindi con che ambizioni». Gli unici confermati dello staff sono l'altro vice, Diego Cervone, e il fisioterapista Massimo Nascimbene.
Rosario Braia probabilmente se ne sarebbe andato comunque: «Dopo un anno come vice e preparatore atletico - spiega - volevo tornare a fare il capo allenatore». Gianfranco Milano invece sarebbe rimasto anche con un budget ridotto e l'aveva anche già detto qualche settimana fa: «Pensavo di ripartire dall'ultima palla caduta contro Villa Cortese, invece non potrò far parte del futuro di Pavia - spiega l'allenatore della promozione in A1 - . Me ne vado senza fare polemica, perché non è nel mio stile e non c'è motivo, ma mi dispiace che sia finita cosi. Io sarei rimasto anche per ricominciare con una squadra ridimensionata, ma la società ha deciso di prendere un'altra strada».
Di certo nella decisione ha inciso anche il bisogno di ridurre i costi. «Mi manca ancora il 20% del budget speso per la stagione appena conclusa, perché gli sponsor che avevano promesso un contributo stanno continuando a rimandare il pagamento - spiega il general manager - e al momento siamo appena alla metà del budget previsto per fare anche il prossimo anno un campionato sui livelli di quello appena concluso». Il problema però non è solo di Pavia. «In giro per l'Italia si sentono voci di società che vogliono cedere i diritti o almeno ridimensionare - continua Poma - . Al momento non sappiamo nemmeno quante squadre si iscriveranno alla prossima A1 né quante saranno le retrocessioni, perché molti club vorrebbero tornare alla A1 a 14 squadre, e noi siamo tra quelli. Il problema è la qualità delle squadre iscritte perché non fanno il bene del volley i club come Aprilia, condannata per dichiarazioni mendaci al momento iscriversi al campionato».
In questi giorni si stanno allenando solo Caroli, Spinato, Grizzo e De Lellis. La squadra, con Milano e Braia, continuerà ad allenarsi fino alla fine di giugno. Più in là per ora è difficile vedere.