Mortara, più aziende nel Polo logistico
MORTARA.Un'area d'espansione da 300mila metri quadri per il Polo logistico, fuori dalla zona di pertinenza del Cipal. La giunta ha approvato ieri la richiesta di variante di destinazione d'uso di un'ampia fetta di terreni a Mortara, al confine con Castello d'Agogna, nell'area oltre la strada provinciale che prosegue per Alessandria e Valenza. Un provvedimento che fa seguito alla richiesta della società che gestisce lo scalo intermodale, inaugurato il 21 novembre scorso, che ora guarda anche alla logistica. Con un netto cambiamento anche per quanto riguarda la viabilità: «La proposta del Polo Logistico, da noi recepita, è di prolungare i binari anche nella nuova zona si espansione - spiega il sindaco Roberto Robecchi - per fare questo occorrerà però modificare l'assetto viabilistico della zona». L'ipotesi, come conferma anche il capo dell'ufficio tecnico Fabiano Conti, è quella di trasformare tutto il rettilineo che va dalla nuova rotonda dell'area Cipal in direzione di Castello d'Agogna in viabilità interna del Polo Logistico, declassandola da strada provinciale a strada privata. Per sostituire questo tratto di strada verrebbe realizzata una bretella che collega la strada per Ceretto, all'altezza del Centro Ricerche sul riso, con la restante viabilità per Castello d'Agogna, con la costruzione di una nuova rotonda. La bretella andrebbe a collegarsi con la prevista circonvallazione di Castello d'Agogna, che dovrebbe diventare realtà nell'ambito della nuova autostrada Mortara-Broni. «La nostra delibera verrà trasmessa alla Provincia - spiega ancora Robecchi - perché è prevista una revisione della viabilità, che è di competenza dell'ente pavese, che lo deve inserire nel Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale, dopo aver esaminato la soluzione che proponiamo».
La consistente espansione da 300 mila metri quadrati, che porterà quasi al raddoppio dell'attuale area a disposizione dello snodo intermodale che ammonta a 410 mila metri quadri, consentirà il passaggio alla seconda fase del progetto, ovvero alla realizzazione di capannoni e di strutture che consentano di operare anche nell'ambito della logistica, ovvero con lo stoccaggio e la lavorazione parziale delle merci, che ora non avviene, visto che i container al momento vengono solo trasbordati da rotaia a gomma. D'altronde le richieste in questa direzione erano già arrivate alla società di gestione, che proponeva tra l'altro anche tecnologie innovative a basso impatto ambientale per i nuovi capannoni.