Caso Pediatria, vertice top secret

PAVIA.Caso pediatria: i vertici di Università e San Matteo si sono incontrati martedi pomeriggio per sbrogliare l'intricatissima matassa che ha portato nei giorni scorsi a un gelo nei rapporti istituzionali tra i due enti.
Attorno a un tavolo, nel salone del rettorato, si sono seduti il presidente della fondazione Alessandrio Moneta, il direttore generale Pietro Caltagirone, il rettore Angiolino Stella, il preside di Medicina Alberto Calligaro, il delegato ai rapporti tra ateneo e ospedali Mario Viganò e il direttore amministrativo Giovanni Colucci. Ma nessuno dei partecipanti si lascia sfuggire l'esito dell'incontro. Bocche cucite, dicono, perché «l'argomento è molto delicato».
E nelle ultime settimane, in effetti, il conflitto tra due ordinari - i professori Mauro Bozzola e Gianluigi Marseglia - che sta all'origine della 'crisi" si è arricchito, via via, di nuovi capitoli. Polemiche, nuovi ricorsi al Tar, veleni. Scambi di opinioni al vetriolo tra il consigliere di amministrazione del San Matteo Ettore Filippi e il preside Calligaro provocati dall'accordo tra ateneo e Bambin Gesù di Roma che da febbraio ha accolto l'ex primario Franco Locatelli. Un dibattito acceso che ha finito per coinvolgere anche i due enti, legati a doppio filo da una convenzione e da un progetto, quello del campus universitario che dovrebbe sorgere nei padiglioni che saranno dismessi dal San Matteo.
Ad accendere la miccia di una polemica che covava sotto le braci è stata la decisione della direzione del San Matteo di separrae i letti a gestione univrsitaria (10) da quelli ospedalieri (16). I primi affidati a Marseglia, i secondi al professor Mauro Stronati, primario di Patologia Neonatale e anche direttore del dipartimento Materno-infantile. Ma nemmeno questo è valso a stemperare le tensioni. Tanto che sono circolate allusioni, neppure tanto velate, di un possibile sconvenzionamento della Pediatria universitaria dal San Matteo. Ora le parti, pare, cercano di abbassare i toni. «Lavoriamo tutti per la stessa causa» si limitano a dire. E la prossima mossa toccherebbe all'Università. (m.g.p.)