Derthona, dopo il flop si cambia tutto
TORTONA.Cosa resterà di questa stagione del Derthona basket? Probabilmente nulla. La corsa nei play off si è chiusa anzitempo, con l'uscita al primo turno. Rimarrà soltanto la sensazione di una potenzialità inespressa, una squadra allestita con nomi qualificati che non ha mai reso per quello che ci si aspettava, non solo a causa di infortuni. Questi giocatori non hanno mai fatto gruppo, con una squadra poco coeso e qualche invidia di troppo. I vari Orsini, Di Gioia, Zunino, Giuroli sono elementi di livello, spesso anche di categoria superiore, ma nessuno di loro ha avuto lo spessore, tecnico e umano, di un Naumoski, protagonista nella scorsa stagione a Tortona. Certo, elementi come il macedone non si trovano tutti i giorni: ma in molti ricordano ancora con piacevole sorpresa vedere tuta la squadra, dall'ultimo ragazzino al grande campione, mangiare la pizza in città dopo la partitella infrasettimanale, con il fuoriclasse magari arrabbiato per averla persa. Sono mancate questi due ingredienti: il gruppo e la voglia di reagire alle sconfitte. «Forse è meglio non fare le squadre con le figurine, ma valutare le personalità dei giocatori», ammette il direttore generale Luigino Fassino. «Le strategie future non sono ancora state decise, anche se cercheremo ancora di essere competitivi». Se non altro si risparmierà l'onerosa iscrizione alla serie B, che comunque era l'obiettivo di stagione. Adesso bisogna ripartire. «Non resterà nessuno, dall'allenatore ai giocatori, agli elementi in prestito. Ricostruiremo partendo dalle nostre solide basi, senza dimenticare che siamo in un campionato di buon livello, alla nostra portata economica e in grado di far crescere i nostri giovani». Anche l'allenatore Edo Gatti conferma le difficoltà di questa stagione: «E' una squadra che non si è mai amata. Ho provato in tutti i modi a mettere insieme il gruppo, ma non era possibile: c'erano troppi squilibri. Penso che la mia esperienza a Tortona, che ricorderò con piacere, sia conclusa».