Istituto religioso di Milano diventa la base dei narcos
PIACENZA.Importavano droga dalla Colombia fingendo di organizzare dei pellegrinaggi: era questo il fulcro della complessa organizzazione sgominata dai carabinieri di Piacenza, sotto il coordinamento delle Dda di Bologna e Milano che aveva agganci con la 'ndrangheta e gestiva un centro di stoccaggio in Ghana, utilizzando peraltro finanziamenti della Fao, grazie a una società paravento per sviluppare il mercato ittico in Africa.
In manette sono finite complessivamente 33 persone e un'altra ottantina sono indagate. L'operazione «Annibale» va avanti da tre anni ed è culminata con l'arresto di sedici persone fra l'Emilia, la Lombardia e la provincia della Spezia. Sono stati sequestrati anche una trentina di chili di sostanze stupefacenti. Il perno che faceva girare tutto il sistema era un peruviano, portinaio di un istituto religioso nel centro di Milano, che organizzava i viaggi dei corrieri della droga dalla Colombia, mascherandoli come pellegrinaggi. Il sudamericano aveva una doppia vita di custode-centralinista dell'istituto «Madre Cabrini» (si trova in corso di Porta Romana è una opera educativa delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù) e di gestore di traffici illeciti. L'istituto religioso non avrebbe però nessun coinvolgimento.