Il medico legale confermò che l'assistenza prestata era stata quella prevista

PONTE NIZZA.A svolgere l'autopsia sul corpo del povero Cristian Pedrazzini, fornendo cosi la sua consulenza tecnica «irripetibile», era stata la dottoressa Yao Chen dell'istituto di Medicina Legale di Pavia. Una professionista particolarmente esperta, che aveva - ad esempio - seguito anche il caso del triplice omicidio di Stradella. La procura le aveva chiesto di rispondere ad un classico quesito in caso di omicidio colposo, ossia le cause della morte, ma aggiungendo un'ulteriore richiesta: «riferire inoltre se l'assistenza sanitaria prestata nei suoi confronti sia adeguata alla patologia dallo stesso sofferta, con specifico riferimento all'evento per cui è il procedimento».
Secondo i legali della famiglia Pedrazzini, questo secondo quesito sarebbe anomalo, nel senso che non si tratterebbe di una specifica competenza del medico legale». (f.ma.)