Ottobiano, Fusar racconta il suo vulcano
OTTOBIANO.L'eruzione del vulcano Eyafjallajokull, nel sud dell'Islanda, sta ancora bloccando a singhiozzo gli aeroporti europei con la sua nube di polveri vaganti. Ad Ottobiano c'è chi, sotto le pendici di quel vulcano dal nome impronunciabile, ci ha vissuto per due brevi periodi. E' il fotoreporter Evaristo Fusar (nella foto), per cinquant'anni inviato speciale di importanti testate giornalistiche come Europeo e La Domenica del Corriere, che cosi ricorda il suo incontro con il «terribile» vulcano dell'isola islandese: «Con quel piccolo vulcano posto al confine con il circolo polare artico ho avuto un rapporto indiretto nel 1973, inviato a Reykjavik per immortalare la sfida mondiale a scacchi tra l'americano Fisher ed il sovietico Spasky. Vidi il vulcano dall'alto, in volo. Era spento, innocuo, solcato solo da qualche soffione di vapori caldi come, del resto, è l'intera zona vulcanica dell'Islanda». Fusar ricorda: «La seconda volta era il 1975. Sulla Domenica del Corriere dedicammo un servizio al teleriscaldamento attraverso l'uso di vapori e soffioni sulfurei caldissimi. Navigammo l'intero arcipelago di Veestmannaeyjar da dove quella piccola montagna si intravede appena. Il vulcano, a sud-est della capitale, quasi sulla sponda atlantica, normalmente erutta ogni 50 anni. Ed anche allora in letargo. Ci avvicinammo sino alle pendici dove raccolsi delle rocce laviche leggerissime di peso che ancora conservo. Non avrei mai creduto che, a distanza di oltre trent'anni, di quell'innocuo vulcano avrei ancora sentito parlare per quelle sue polverose nubi che stanno bloccando i trasporti aerei di mezzo mondo».
Il fotoreporter lomellino conclude: «Ricordo che gli effetti dei movimenti vulcanici tipici per l'Islanda avevano modificato vistosamente l'arcipelago facendo nascere l'isola di Surtsey, a poche decine di chilometri da quel piccolo e, in apparenza, innocuo vulcano. Ma, già allora, i movimenti sotterranei avevano favorito la nascita di un'isola prima inesistente. Una vera, anche se sommersa, forza della natura».