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TOPONOMASTICA
Pavia deve ricordare
anche Maria Teresa d'Austria
Giudico positivamente l'idea di dedicare una via al ricordo della battaglia che fu combattuta presso la nostra città nel febbraio del 1525, universalmente nota come battaglia di Pavia, soprattutto perchè tale evento ebbe pesantissime ripercussioni sulla storia, gli equilibri politici, e di riflesso economici, non solo a scala locale o italiana, ma a livello europeo.
Credo che sia importante, nella scelte di toponomastica urbana, valorizzare anche i momenti ed i personaggi che hanno inciso sulla storia della nostra città, evitando quindi intitolazioni generiche che spesso lasciano il tempo che trovano, tipo, e prendo quello che mio avviso è l'esempio più ecclatante, le numerose vie dell'Industria o dell'Artigianato che si incontrano con una certa frequenza soprattutto in prossimità di anonime file di capannoni. Cosi come credo che sia deprecabile la «lottizzazione» delle intitolazioni in base alle spinte delle forze politiche, oggi intitoliamo la via a quel tal onorevole defunto e domani mi intitolerai una strada a quell'intellettuale.
Tuttavia mi domando come mai, attualmente, nella toponomastica urbana non vi sia traccia di alcuni degli attori che, con le loro scelte ed azioni, hanno modificato la vita di Pavia. Non esiste infatti alcuna strada dedicata a Galeazzo II Visconti, eppure senza di lui, oltre al castello, la chiesa del Carmine, Strada Nuova, Piazza Vittoria, non avremmo a Pavia l'università.
Va rilevato che neanche il figlio, Gian Galeazzo, sia mai riuscito a «sfondare» nella toponomastica pavese. Ma all'appello sono molti gli «illustri mancanti», come Carlo Magno, o, sempre rimanendo in una dimensione più europea, a cui dovremmo ispirarci dato che siamo membri della «casa comune europea», non abbiamo mai intitolato una via all'imperatrice Maria Teresa.
Eppure i meriti della sovrana, e del figlio Giuseppe II, sono molteplici, dato che gli «asburgici monarchi» furono promotori di riforme che incisero e modernizzarono il nostro territorio. Furono anni anche di crescita economica, sociale e culturale, fu infatti grazie alla volontà della sovrana che la nostra università, dopo secoli di decadenza, ebbe modo di rinascere, ricordiamo solo che in quegli anni insegnavano a Pavia le migliori menti europee, da Volta a Spallanzani. Eppure a perpetuare la memoria della nostra imperatrice, oltre al suo ritratto sui medaglioni che adornano nelle «grandi occasioni» il collo del rettore e dei professori universitari, vi è solo il cortile dell'ateneo che si affaccia su piazza Leonardo da Vinci e che è utilizzato prevalentemente come parcheggio.
Marco GattiPavia
POESIA E DIALETTO
Dedicato a Ugo Bensi
che ha lasciato la sua Pavia
Non se ne è andato il tuo quieto sorriso, non se ne è andata la tua antica gentilezza. E' rimasta con noi la tua unica debolezza, è rimasta con noi la tua soave Poesia.
Ivanna Abbati e Paolo SoricePavia
LE ULTIME MANOVRE
Fini si prepara a lasciare
il Pdl. Rischio elezioni
«Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai». È il leitmotiv che si percepisce tra le fila dei parlamentari del Pdl nei confronti di Fini e dei suoi accoliti. La «finta tregua» tra il presidente della Camera e Berlusconi ha i giorni contati. La collaborazione in Sicilia tra finiani e Pd nel sostenere il presidente Lombardo è un segnale eloquente e la presenza degli uomini vicini a Fini e di esponenti Pdl in trasmissioni giornalistiche televisive ne è la conferma.
Sta dunque prendendo corpo l'uscita di Fini dal Pdl. Come avevamo già riferito, se all'inizio poteva sembrare solo un bisbiglio, ogni giorno che passa nei salotti romani l'ipotesi diventa veritiera. Alle prime imboscate parlamentari che i finiani faranno al governo, la possibilità di elezioni anticipate si concretizzerà e la carriera politica di Fini sarà da ritenersi al capolinea.
Il pericolo che il presidente Napolitano possa ricorrere al Governo tecnico c'è. Ma in questo momento di grave precarietà economica europea sotto l'attacco dei fondi e della finanza mondiale (i veri responsabili della crisi passata e che oggi tentano di riappropriarsi delle perdite subite), il ricorso ad un governo di transizione sarebbe per l'Italia una vera iattura. Ecco perché Lega e Pdl stanno già cercando i numeri affinché questo non succeda.
E l'atteggiamento e le attenzioni che Casini dedica a Tremonti in questi giorni sono «sospetti». Vuol forse significare che la sponda Udc potrebbe non essere disponibile per l'attracco di Fini?
Il Pd è nel marasma più completo. Si è risvegliato il «vulcano» Veltroni e il suo ultimo intervento ha oscurato la politica della segreteria criticandone linea e alleanze. Bersani ormai è sulla difensiva e non sa più come salvarsi dagli attacchi che gli arrivano dai compagni e dagli ex-margheritini che non vogliono più essere vassalli e «alunni di Stalin». In caso di elezioni anticipate, il Pd non sarebbe oggi in grado di affrontarle e la sinistra verrebbe di nuovo ridimensionata. L'eventualità di microscissioni verso ipotesi centriste è più che mai tangibile.
Nando MascherpaModerati e Riformisti Pavia
IL GRUPPO DI BRONI
Grazie alla media di Stradella
dagli amici di Amref
Il «Gruppo Amici di Amref-Broni», in riferimento alla campagna, promossa dalla nostra associazione, Schizzi d'Acqua «Progetto di educazione allo sviluppo per le scuole della fascia primaria», vuole esprimere il più sentito ringraziamento al preside della scuola media di Stradella, Filippo Dezza, per la sensibilità con la quale ha accolto la nostra proposta e al corpo insegnate che ha partecipato con grande impegno, entusiasmo e professionalità a questa iniziativa. Iniziativa che ha avuto un buon successo ed è stata accolta con favore dai ragazzi e dalle loro famiglie.
Ancora un grazie a tutti coloro che hanno partecipato.
Il Gruppo Amici di AmrefBroni
LETTERA AL SINDACO
A Mezzana Rabattone
continuano gli scavi
Egregio signor sindaco di Mezzana Rabattone, abbiamo appreso (Provincia Pavese del 21 aprile) le di lei dichiarazioni a proposito della proroga concessa per la perpetuazione degli scavi alla titolare degli stessi che ripetiamo testualmente: «Voglio assicurare i cittadini che il quantitativo di materiale da estrarre è rimasto invariato rispetto alla convenzione sottoscritta nel 2003. Non sarà ampliato il laghetto, né si aumenteranno i metri cubi da cavare. La proroga di un anno ci è stata richiesta solo perché in questo momento la ditta operante ha difficoltà a veridere il materiale». Dichiarazione corredata da relativa smentita delle voci circolanti: «Che il bacino non sarà ampliato».
Al di là delle contraddizioni logiche cui si appigliano i raffazzonati motivi della delibera consiliare, nonché le fittizie assicurazioni a garanzia degli scopi della proroga, basterà dare un'occhiata alla voracità quotidiana con la quale la ditta escavatrice ha continuato la propria attività, ampliando in modo vistosissimo il perimetro lacustre verso sud (con apertura anche verso sud-est) nonché l'accumulo di nuovo materiale, in continua crescita nonostante la lunga catena di autocarri che in fila indiana sono in attesa del carico, per smentire le di lei parole.
Le rivolgiamo, invece, l'invito a fare un sopralluogo, anche se lo riteniamo superfluo in considerazione del fatto che lei quotidianamente è costretto a prenderne visione diretta, per appurare come siano strumentali le giustificazioni addotte ai fini della predetta proroga.
I fatti dimostrano che si vuole nascondere una verità evidente che minaccia di ripiombare il paese all'epoca delle numerose paludi, a suo tempo rimosse, e all'epoca dei palafitticoli.
Per la di lei dimostrata diligenza informativa, riterremmo più giusto che, invece di blandire gli allarmati cittadini, chiarisse loro i termini, i vantaggi economici e pecuniari che deriverebbero alla comunità da queste generose concessioni; dato che dei gravi disagi che ne derivano sono da tempo a conoscenza.