«Videocracy», questa sera a Voghera un docu-film sulla società dell'apparire

VOGHERA.Televisioni e potere da noi ormai coincidono perversamente. E' quanto sostiene Erik Gandini nel suo 'Videocracy" (oggi, ore 21, al cinema Arlecchino), un documentario 'a tesi" sul berlusconismo, su un Paese che è radicalmente cambiato da quando la sua presenza, non solo fisica, si è distribuita su molti campi: è un film, insomma, provocatorio, impegnato, di denuncia, sull'Italia e sugli italiani. E sul gusto spesso vacuo e volgare di molti programmi delle tv commerciali. Per capirlo basta risalire a trenta anni fa con quei tristi spogliarelli delle massaie in diretta trasmessi allora in alcuni programmi, per Gandini, solo la prima delle lezioni per un pubblico destinato a diventare l'elettore tipo dell'attuale premier. Proprio da qui parte il film, che, con uno spirito dal sapore didattico, mischia cinema e giornalismo, assemblando spezzoni di programmi, pezzi di telegiornali, interviste, documenti d'archivio, fuori onda. Si va dai provini per i reality show di chi è disposto sempre più a tutto per diventare famoso, alle immagini del ricco mondo che vive in Costa Smeralda, a Lele Mora che si vanta della suoneria del proprio cellulare con 'Faccetta nera", alle smanie di protagonismo di Fabrizio Corona che va a pavoneggiarsi a Garlasco, a veline e paparazzi, riuniti a fotografare in maniera circostanziata la deriva assunta da un paese dove non contano più idee, distinzioni politiche o sociali, ma l'unica differenza rimane quella fra chi appare sul piccolo schermo e chi no.