Vulcano, ritardi nei voli transoceanici
ROMA.Il vulcano islandese Eyjafjallajokull, dal mese scorso terrore delle compagnie aeree e dei passeggeri disseminati negli scali di tutto il mondo, è di nuovo in piena eruzione. Come 20 giorni fa, quando usci dall'anonimato e conquistò una inattesa notorietà planetaria. Nelle prossime ore la concentrazione di cenere dovrebbe estendersi ad un'altezza di 35.000 piedi, da un massimo di 20.000 toccato finora. Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è tornato in Islanda per studiare i gas del vulcano. Ci era già stato dal 21 marzo al 12 aprile. «Sono a pochi chilometri dal vulcano proprio in questo momento e vedo molto bene l'attività eruttiva - esordisce -. Il tempo è buono e c'è una bella visione del pennacchio bianco, pieno di cenere, che sta uscendo verso la parte est del vulcano. E confermo che negli ultimi giorni c'è stato un aumento notevole della colonna eruttiva». Eurocontrol (l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea) monitora la situazione e segnala che per ora non ci sono grossi problemi. Ma cosa si può prevedere per i prossimi giorni? «La situazione attuale è paragonabile a quella del 14 aprile, vale a dire quella dell'inizio della seconda fase dell'eruzione, che ha provocato i problemi di volo aereo in Europa. Ora tutto dipende dal meteo, perchè se il vento porta il pennacchio sopra il Regno Unito e la Francia, come ha fatto due settimane fa, immagino che creerà problemi». Gli scienziati islandesi, più che ai ritardi aerei, guardano ai possibili effetti sulla popolazione e alle attività economiche. «Aiutiamo gli studiosi di qui - prosegue Burton - a misurare la quantita' di zolfo e cloruro di zolfo. Qui sono abbastanza preoccupati del fatto che la cenere prodotta da questo vulcano è molto sottile, sotto il diametro di 2,5 micron, e quando è cosi piccola ci sono grandi possibilità che entri nei polmoni e crei disturbi nelle persone che ad esempio hanno l'asma. Ci sono poi i problemi per l'agricoltura». La missione di Burton sta anche sperimentando una soluzione al problema dell'analisi dei dati sulla concentrazione di cenere nell'atmosfera.