Strane vendite di case ai politici

ROMA.Due anni di compravendite immobiliari, rogiti e contratti registrati con cifre ben più basse di quelle realmente pagate: la procura di Perugia vuole vederci chiaro su quello che è accaduto tra le mura dello studio del notaio Gianluca Napoleone tra l'aprile del 2004 e luglio del 2006. Perchè è li, secondo l'ipotesi investigativa dei pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, che si sarebbero concretizzate buona parte delle operazioni che l'architetto-riciclatore Angelo Zampolini eseguiva per conto di Diego Anemone, l'imprenditore ritenuto al centro della cricca degli appalti. Dagli accertamenti della Guardia di Finanza sono infatti arrivate già alcune conferme: l'atto di acquisto dell'appartamento di via Fagutale 2 da parte dell'ex ministro Claudio Scajola, quello dell'abitazione di Lorenzo Balducci e quelli relativi alle case del generale Francesco Pittorru, sono stati tutti redatti dal notaio Napoleone. E tutti gli appartamenti sono stati pagati in parte con denaro consegnato da Zampolini che, secondo gli inquirenti, proviene dalle provviste in nero di Anemone.
Ma a Perugia sono arrivate dalla Banca D'Italia altre segnalazioni - una ventina - di operazioni sospette; indicazioni sulle quali il nucleo tributario della Guardia di Finanza ha iniziato a lavorare e che ricalcano in buona sostanza le quattro precedenti. Tra queste ci sarebbero anche abitazioni di personaggi politici in vista, oltre che l'acquisto da parte dell'ex ministro Pietro Lunardi del palazzetto di via dei Prefetti di proprietà di Propaganda Fidae e l'appartamento nel quartiere Monti, a Roma, acquistato da Claudio Rinaldi (il funzionario pubblico per cui i pm hanno chiesto l'arresto, assieme a Zampolini e al commercialista Stefano Gazzani) dal figlio di Lunardi.
Controlli che si incrociano con gli accertamenti bancari che si stanno svolgendo, in particolare, nei confronti di Alida Lucci, la segretaria di Anemone. Nella filiale della Banca delle Marche in via Romagna a Roma vi sono infatti 23 conti intestati a lei e ancora accesi. Gli investigatori sospettano che - come accaduto per la filiale della Deutsche Bank - quell'istituto sia stato utilizzato per cambiare il denaro nero, frutto di «reati ai danni della pubblica amministrazione», in assegni circolari poi utilizzati per «remunerare i pubblici ufficiali».
A Perugia intanto oggi è circolata la voce, rilanciata dal senatore dell'Idv Luigi Li Gotti, dell'imminente invio degli ispettori del ministero della Giustizia. Da via Arenula hanno però «categoricamente escluso» al momento l'invio degli ispettori.
«Non ho notizie dell'inchiesta. Leggere notizie o suggestioni sui giornali basati su atti che non si sa da dove vengano non è da Paese civile. E' una cosa deprecabile»». Cosi il governatore sardo Ugo Cappellacci, sulla presenza del suo nome nelle intercettazioni dell'indagine condotta dalla Procura di Roma su presunti episodi di corruzione legati agli appalti per l'eolico e le carceri in Sardegna. (a.g.)