Scuropasso, un torrente di fango
VOGHERA. Il signor Giuseppe Rossi da Broni parla della Regione e dice cose che non si possono mettere sul giornale. E' con gli stivali a mollo nell'acqua dello Scuropasso che gli ha allagato il cortile. «Sto ancora aspettando i 30.000 euro di risarcimento dell'anno scorso», dice. L'Oltrepo si scopre arrabbiato e impaurito. La prima pioggia forte della primavera ridà vigore ai fantasmi del dissesto.
Da Casei Gerola a Stradella, 48 ore di pioggia martellante significano disagi, danni, paura. Come al solito, sono i torrenti e i fossi che scendono dalle colline a ingrossarsi di acqua limacciosa. L'immagine più esplicativa sono i campi ai bordi della via Emilia, appena prima di Genestrello. L'acqua scende dai declivi sui quali si trovano i filari delle vigne e si accumula ai bordi della strada, allagandone una carreggiata. A Casteggio l'attenzione di tutti è puntata sul Coppa. La corrente è impetuosa, trascina a valle i detriti e ruggisce a meno di un metro e mezzo dalla finestra di un'abitazione costruita proprio sulla sponda del corso d'acqua, nei pressi del ponticello di viale Montebello della Battaglia. Il sottopasso che porta all'area Truffi, come al solito, è sott'acqua ed è stato chiuso al traffico. Ma la situazione peggiora progressivamente mentre ci si sposta verso l'Oltrepo orientale. A Broni, polizia locale, protezione civile e vigili del fuoco hanno chiuso al traffico la strada che porta a Zavattarello nel punto in cui incrocia lo Scuropasso. Anche qui c'è un ponticello. Anche qui una ruspa è dovuta intervenire per rimuovere dalla stretta arcata un tronco e svariati altri detriti che hanno funzionato da 'tappo". Il corso d'acqua ha raggiunto la sua maggiore potenza subito dopo mezzogiorno, uscendo dagli argini e allagando i cortili e le cantine delle abitazioni vicine. Tra le quali, appunto, quella del signor Rossi. In una villetta vicina, l'acqua ha invaso lo scantinato e il gasolio del riscaldamento, fuoriuscito dal serbatoio, galleggia mandando un odore acuto. A Stradella, se possibile, è peggio ancora. In entrata, all'altezza del ristorante Liros, l'asfalto è coperto da una spessa cortina di fango. Fuori da una concessionaria, tre delle auto in mostra sono immerse nella melma sino al mozzo della ruota. Dalla strada che porta alla zona del Monastero è sceso un torrentello improvvisato che ha portato, davanti alle abitazioni, sassi di dimensioni considerevoli e altro fango. Detriti che, evidentemente, nessuno rimuove più dalla collina. Persino la sede della Croce Rossa di Stradella è stata allagata e per un certo periodo i mezzi di soccorso sono rimasti bloccati. (ha collaborato Emanuele Bottiroli)