Svolta Pezzani, il bilancio torna in attivo

VOGHERA.I conti della Pezzani, dopo due anni in rosso, tornano in attivo: il consuntivo 2009 chiude a più 32mila euro, senza ritocchi delle rette e con il peso delle morosità che cresce, complici le crisi economiche familiari.
Visto che aumenta il numero di persone che per vivere sono costrette ad aggrapparsi a un pezzo di pensione dei genitori anziani, per il 2010 si chiede a Regione e Comune di attivare nuove misure di sostegno alle politiche sociali attuate dall'ente.
Polemiche, dal centrosinistra, per l'assenza nel consiglio d'aministrazione di un esponente della minoranza. A porre il tema è il consigliere comunale, Mauro Taverna: «Il centrodestra non può girarsi dall'altra parte e fare finta di nulla, serve trasparenza. era necessario che l'opposizione fosse rappresentata».
Mentre la politica si divide, i numeri danno il loro verdetto che appare al momento positivo: la cura Giancarlo Iannello e la rinegoziazione del mutuo per la nuova sede di viale Reppubblica hanno dato i loro frutti in sede di bilanci dell'ente. Il direttore sociale dell'Asl pavese, chiamato a prestare soccorso all'ente del presidente Giuseppe Gorini, è riuscito nell'intento di chiudere le falle del bilancio.
Dopo 2 anni in crisi di liquidità, l'idea di Iannello di attivare nuovi servizi ha pagato. Ossigeno è arrivato anche dalla rinegoziazione delle condizioni del mutuo a suo tempo sottoscritto con la cassa depositi e prestiti. Fondamentale l'impegno dell'ex sindaco, Aurelio Torriani, e la mediazione del deputato Paolo Affronti. Al resto ha pensato Iannello, che ha agito come consulente-volontario in stretto raccordo con la direttrice dell'Asp vogherese, Biancarosa Boveri. Studiata la situazione ha collaborato a trasformare la casa di riposo in una vera e propria azienda servizi alla persona, a trecentosessantagradi.
Strategica la mossa del consultorio familiare che, in pochi mesi, ha portato nelle casse dell'ente un fatturato che ha superato i 100mila euro, per un totale di 1.503 accessi. Il consiglio d'amministrazione dell'ente, dal canto suo, non è stato a guardare. Si è arrivati a una vera ottimizzazione dei costi gestionali, senza impattare sulla forza lavoro che è stata salvaguardata. La struttura dà lavoro a 61 dipendenti e ad altri 40 operatori esterni.
Per i dipendenti nel 2009 si è speso qualcosa come 1milione 916mila euro (inclusi gli oneri sociali), per gli esterni 750mila euro. Vincente si è rivelata anche la scelta della Pezzani di portare i posti letto da 120 a 134, incrementando del 6.4% i ricavi. Oggi più che a una Rsa la Pezzani somiglia a un piccolo ospedale, attrezzato anche per accogliere pazienti in stato vegetativo. Cresciuto anche il centro diurno, attivo dalle 7.30 alle 19.30, con una media mensile di 23 utenti fissi. «Certi risultati non arrivano per caso - commenta il presidente Gorini -, ci siamo dati da fare tutti. Questa nuova sede è la perla dell'era Torriani. Siamo passati da un'antiquata sede da 3mila metri quadrati ad una, modernissima, da circa 12mila. Oggi questa non è più una semplice residenza sanitaria assistita, ma un'azienda che pensa alle fasce deboli e bisognose d'attenzione».
Soddisfatto anche Marco Sartori, vicepresidente dell'Asp vogherese: «Abbiamo già incontrato il neosindaco, Carlo Barbieri, per impostare con lui un percorso. La Pezzani è un bene di tutti e va difesa. Qui si svolge una missione, a favore di un territorio che invecchia e chiede risposte. La cooperazione con palazzo Gounela - sprona Sartori - deve continuare. L'amministrazione Torriani ha lasciato sul tavolo spunti che bisogna portare a compimento».
Oggi i consiglieri della Pezzani riflettono sul servizio ristorazione. All'interno della nuova sede dell'ente manca infatti una cucina. Per crearla e attrezzarla, come impongono le severe normative regionali, occorre una somma che si aggira attorno ai 200mila euro.
Al momento i pasti sono acquistati all'esterno, da Copra e Voghera Ristorazione, per un costo annuale che nel 2009 ha toccato i 336mila euro. Si valuta di trovare sponsor per rendere sostenibile un investimento che significherebbe non affidare più il servizio a terzi.

Emanuele Bottiroli