Al Fraschini musica per l'Europa

PAVIA. In occasione del 60º anniversario della nascita dell'Europa Comunitaria l'Istituto Vittadini ha organizzato per domenica un concerto per la Festa dell'Europa che si terrà al Fraschini alle 21. Di scena l'orchestra dell'Istituto diretta da Francesco Ommassini e il coro del Ghislieri.
Interamente incentrato tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, il concerto offre tre aspetti della produzione musicale derivati da altrettanti contesti culturali e geografici: il mondo francese, dal quale trae linfa vitale tutta l'opera di Ferdinando Carulli (1770-1841), quello lombardo in cui è attivo Alessandro Rolla (1757-1841) e quello salisburghese in cui opera Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
Carulli, pioniere nell'evoluzione della chitarra come strumento solista, è considerato il fondatore del moderno vocabolario espressivo chitarristico. Il Concerto in la maggiore è probabilmente scritto nel 1825 e si compone di due movimenti: Allegro e Polonaise. La chitarra è variamente impegnata in agilità e virtuosismi, soprattutto nel secondo movimento, in forma di Rondò, dove è protagonista assoluta, mentre l'orchestra si limita prevalentemente a creare un sostegno armonico e ritmico.
Attivo come direttore dell'orchestra del Teatro alla Scala di Milano (1802-1833), come docente del conservatorio di musica (dal 1808, anno della fondazione) e come compositore, Alessandro Rolla nel suo catalogo fonde atteggiamenti tradizionalisti e sperimentazioni tecniche e formali. Il Concerto in fa maggiore per corno di bassetto, probabilmente ascrivibile al 1829, conferma la struttura in tre movimenti. L'Allegro presenta la forma del concerto solistico con i primi due temi esposti dapprima dall'orchestra e quindi ripresi dal solista, che li personalizza. L'alternanza tra solo e tutti prosegue anche nella sezione dello sviluppo che si conclude con la cadenza scritta per esteso dal compositore. Il Largo è dominato da un delicatissimo motivo in pianissimo perfettamente congeniale al timbro del solista che nel Rondò conclusivo ha modo di sfoggiare il suo virtuosismo grazie ai numerosi momenti di cadenza e di sospensione. La Messa dell'incoronazione in do maggiore KV 317, composta da Mozart il 23 marzo 1779, si afferma come originale e innovativa per una serie di soluzioni inserite nei vari numeri. L'ideazione generale è affrontata in modo più consapevole sia per le periodiche riprese di frammenti tematici sia per gli effetti concertanti tra coro e orchestra.
L'ingresso al concerto è libero.