Brallo, ore di paura per il sindaco
BRALLO. Bruno Tagliani, cinquantadue anni, sindaco del Brallo, ieri era scomparso e nessuno, fino a notte, sapeva dove mai fosse finito. Una «fuga» per ora inspiegabile. Resta il fatto che solo alle 22 è stato ritrovato vicino al centro della Penicina, nel territorio di Romagnese.
Tagliani si sarebbe allontanato forse per la preoccupazione di un'inchiesta che riguarderebbe il Comune. Ma intanto gli abitanti del Brallo e dei paesi vicini hanno pensato al peggio per molte ore, ieri: dall'incidente d'auto al gesto fatale. Nella tarda serata di ieri, dopo le 19, è arrivata la prima buona notizia: uno dei due cellulari di Tagliani, quello Tim, è stato riacceso ed ha iniziato a spostarsi, sembrava nella zona di Ruino. Più tardi pareva che Tagliani avesse risposto, alle 21 e 45 la conferma del contatto. Nella mattinata, secondo una voce, lo stesso numero era stato tracciato nella zona di Santo Stefano d'Aveto, in provincia di Genova: poi era calato il silenzio. L'ultima persona che lo ha visto è stata Maddalena Alberti, titolare dell'albergo di Pregola. La giornata di tensione inizia alle 10.35 di ieri. Tagliani, primo cittadino del Brallo, presidente della Comunità montana Oltrepo e consigliere provinciale, passa davanti al municipio del Brallo con la sua Volkswagen Polo bianca, vede il tecnico comunale e gli dà appuntamento a dieci minuti dopo per parlare di un viaggio che devono fare nel pomeriggio. Devono andare insieme a Pavia dove hanno appuntamento con un avvocato per parlare di un'inchiesta che riguarderebbe il Comune del Brallo. Prima, però, Tagliani passa dal suo amico nonchè vicesindaco Christos Chlapanidas, farmacista del Brallo. Si fa dare due confezioni di Tavor, un tranquillante, spiegando che servivano ai suoi genitori: solo dopo il farmacista scopre che in realtà il padre di Tagliani è ricoverato in ospedale. «Era tranquillo - spiega il vicesindaco - anche se non abbiamo parlato a lungo perchè c'erano altri clienti. Ma non ho avuto sospetti su quello avesse voluto fare con il Tavor». Da quel momento inizia il giallo. Il sindaco non si presenta all'appuntamento con il tecnico: riprende l'auto e se ne va. Alcuni minuti dopo lo vede Maddalena Alberti, titolare dell'albergo: Tagliani si sta asciugando la bocca vicino a una fontanella, come se avesse appena bevuto. «L'ho salutato - racconta la Alberti - e lui mi ha risposto con un cenno. E ho proseguito per la mia strada». Il sindaco la vede, la saluta, poi risale in auto. Alle 13 scatta l'allarme. La moglie di Tagliani, Manuela Bruni, che lavora come infermiera all'ospedale di Varzi, telefona ai carabinieri per dire che il marito è scomparso. «Bruno - dice - mi ha detto che andava a prendere i bambini a scuola e poi sarebbe venuto a casa. Io ho provato a chiamarlo ma ha i telefoni spenti: un comportamento del genere non è da lui».