Occasione per Carbone, Zomer dice no


PAVIA. Nulla è compromesso, perchè basterà vincere domenica a Sesto, contro una Pro già retrocessa, per approdare ai play off, ma il Pavia colpito al cuore da un Alto Adige mostro di cinismo e fisicità, mastica comunque amaro. Gli azzurri fanno la partita, davanti al pubblico finalmente delle grandi occasioni, collezionano una quantità industriale di calci d'angolo, creano (e sprecano puntualmente) due-tre nitide occasioni da gol, e vengono puniti dall'unico tiro nello specchio della porta della capolista, che passa con Scavone aiutato dall'uscita a vuoto di Mandrelli. Pavia quinto e costretto a sperare.
Clima di grande attesa al Fortunati. Tanta gente cosi non si vedeva dai tempi dei play off per la serie B (oltre tremila gli spettatori sugli spalti, con una sparuta rappresentanza altoatesina), il Pavia e i suoi tifosi ci credono, anche se per l'aggancio al vertice servirebbe un pareggio nell'altro big match fra Spezia e Alghero. Mangone ripropone lo stesso schieramento di Carpenedolo, unica eccezione Ferrini arretrato al posto dello squalificato Ricci, con D'Amico che rientra in mezzo al campo accanto a Thomas, Boldrini e Bonacina esterni, Ferretti e Carbone di punta; sudtirolesi con un classico 4-4-2, in attacco Marchi e il piccolo Albanese.
Brivido già al 2', Acerbi rinvia, la palla carambola sulla schiena di Marchi e si spegne a lato. Gli azzurri replicano al 9' con Ferretti che si libera bene di un avversario ma conclude sul fondo. Gioco in mano alla Mangone band, la capolista però si difende con ordine e presidia ogni spazio. Pavia tambureggiante attorno al 24', Carbone servito da Boldrini si presenta solo davanti a Zomer ma conclude sul portiere che gli chiude bene lo specchio, sulla respinta Ferretti tira a botta sicura, Brugger si immola e salva in angolo.
Alla mezz'ora, è Mandrelli a tenere in piedi la baracca, con un'uscita tempestiva su Albanese lanciato in area. Al 33', Boldrini per Carbone, pescato in fuorigioco millimetrico. Ancora Benny pericoloso al 37', un difensore devia in corner la sua conclusione. Affiora il nervosismo, l'arbitro Zanichelli fino a quel momento impeccabile sorvola su qualche fallo; accenno di rissa fra Thomas e Scavone, poi il pubblico becca Cascone che sembra fare la sceneggiata su un'entrata dura. L'ultima occasione è per Ferretti, tiro immediato su assist di D'Amico ma la mira non è felice.
L'Alto Adige colpisce a freddo a inizio ripresa. Quarto minuto: punizione dalla tre quarti di Campo, Mandrelli esce a vuoto e Scavone di testa insacca facile. Resterà quella l'unica conclusione nello specchio dei biancorossi. Il Pavia accusa il colpo, ma al 17' si ritrova in superiorità numerica per l'espulsione di Bigeschi, che colleziona due gialli in 4', il secondo per una plateale quanto sciocca trattenuta su Stefanini. Comincia da qui l'assalto (sterile) al fortino nemico. Mangone accentua la trazione anteriore della squadra, gettando nella mischia prima Pavoletti, poi De Vincenziis (fuori Thomas e Acerbi), mentre il collega Sebastiani infittisce i cavalli di frisia difensivi rinunciando al centravanti Marchi. Leo il toscano fa l'ariete avanzato, Ferretti si defila a sinistra. Fioccano i corner, alla fine saranno undici a testimoniare la schiacciante supremazia territoriale azzurra. Ma l'Alto Adige si difende in massa e chiude ogni varco. Ci prova Carbone al 28' su calcio piazzato, palla sulla barriera; poco prima (25'), Mandrelli non trattiene un tiro telefonato di Campo e si salva in angolo.
Pavia vicino al pareggio alla mezz'ora, da Carbone a Ferretti che sferra un gran diagonale destinato sul fondo, De Vincenziis manca la deviazione vincente da due passi. Di nuovo Ferretti protagonista al 31', botta da fuori che Zomer neutralizza a terra. Poi Carbone tenta di sorprendere l'estremo ospite, ma il suo colpo di nuca si spegne oltre la traversa. Assedio nei 5' di recupero, l'unico tiro degno di nota è di Ferretti che al 47' impegna Zomer in una difficile deviazione in angolo. Poi più nulla. E ora bisogna vincere a Sesto.

Roberto Lodigiani