La marea nera non si può fermare

VENICE.Per portare la solidarietà della Casa Bianca alle vittime della marea nera nel Golfo del Messico, il presidente Obama fa un blitz a Venice, nel sud della Lousiana, tra le polemiche, e la relativa indifferenza della popolazione locale, la dichiarata impotenza del colosso petrolifero britannico Bp e la prospettiva di una potenziale catastrofe evocata dal ministro dell'interno Ken Salazar. L'Amministrazione Usa viene accusata anche questa volta di essersi mossa troppo in ritardo, sottovalutando l'entità del dramma, come era successo nel 2005 per l'uragano Katrina ai tempi di George Bush, e soprattutto di essersi fidata quasi ciecamente dei petrolieri. Intanto, il greggio continua a fuoruscire dal pozzo gestito dalla Bp a una trentina di miglia dal Delta del Mississippi, ad una profondità di oltre 1.500 metri. La macchia nera si allarga e si sposta più a nord, minacciando oltre al fragile equilibrio delle paludi del Delta, anche le spiagge di Mississippi, Alabama e Florida, e nessuno sa cosa fare. Azionare il dispositivo che dovrebbe chiudere la falla è come «operare a cuore aperto a 1.500 metri di profondità con sottomarini telecomandati», spiega il presidente di Bp America Lamar McKay McKay.
Il ministro dell'interno Salazar, responsabile anche per l'ambiente, spiega che saranno necessari fino a tre mesi per scavare un nuovo pozzo di petrolio accanto a quello che non cessa di sgorgare, come un rubinetto aperto: è una delle soluzioni proposte dalla Bp per fermare il flusso di greggio. Ma su un punto Salazar non ha dubbi: la perdita è potenzialmente catastrofica e la priorità del governo federale è di stare «col fiato sul collo» a Bp, la responsabile della maxi perdita, cui verrà poi chiesto di pagare il conto verosimilmente di svariati miliardi di dollari. Quella di Obama a Venice è una visita lampo. Il presidente aveva un appuntamento al quartier generale della Guardia Costeria e poi ha rilasciato una dichiarazione al pool di giornalisti. A poche ore dall'arrivo del corteo presidenziale, Venice era tranquilla come i giorni precedenti. C'era solo più sicurezza, con maggiori controlli e la presenza di diverse auto della polizia nei pressi della Guardia Costiera, che si trova vicino ai cantieri della Halliburton. La scelta del luogo, almeno a prima vista, non sembra tra le più felici. La Halliburton, colosso dell'energia, è ritenuta una delle società responsabili della marea, visto che avrebbe cementato male il pozzo, provocando la perdita. I pescatori giudicano che Obama è venuto a Venice troppo tardi, mentre gli aiuti per Haiti sono stati immediati. Altri, tra cui gli avvocati che hanno avviato le class action contro Bp, Halliburton e la società svizzera proprietaria della piattaforma esplosa, la Transocean, sono convinti che la visita di Obama accelererà gli aiuti e accrescerà le pressioni su Bp.