Bimba sfigurata, risarcimento a rischio
VOGHERA.Anna ha dieci anni. Ha sempre vissuto in città, di campagna ne ha vista ben poca. A Torino, casomai, casermoni e asfalto. La giornata del 5 aprile 2006, in quell'agriturismo oltrepadano, doveva essere una festa. Invece, è stato un incubo. Il calcio di un cavallo imbizzarrito che le arriva sul volto, il viso che ne resta devastato, gli interventi chirurgici, le plastiche facciali.
Uno storia dolorosa che, quattro anni dopo, sembra dimenticata dalla giustizia: la vicenda penale, per le lesioni subite dalla bambini, lesioni gravi specie sotto il profilo dell'impatto psicologico, è ferma dopo un primo passaggio davanti al giudice di pace; quella civile attende gli esiti della prima. Ma qualcosa potrebbe muoversi nei prossimi giorni, se finalmente il perito medico-legale consegnerà la sua relazione. Poi i tempi saranno strettissimi, ancora qualche mese e il reato (se c'è stato, ovviamente) sarà prescritto. Peraltro, sia l'assicurazione sia la stessa società che gestisce l'agriturismo (che al momento non risulta indagata), non hanno ancora versato un solo euro di risarcimento appunto in attesa di una sentenza di primo grado, ritenendo che l'assicurazione copra solo i reati procedibili d'ufficio, e non quelli a querela di parte.
La storia di questo grave incidente, che ha avuto ed ha ancora profili penalistici, nasce da una disattenzione, forse da un episodio solo sfortunato. Mentre la piccola Anna torna dalla cavalcata, le viene affidato dagli istruttori un cavallo da riportare a mano nella scuderia. L'animale si imbizzarrisce e quello davanti scalcia, colpendo al volto la bambina. I danni subiti sono gravissimi, viene sostenuto dai genitori, che sono assistiti dall'avvocato Mariateresa Pizzo di Torino, e ancora oggi, a quattro anni dall'evento, la ormai quattordicenne Anna porta evidentissimi i segni di quelle ferite. E ancora per molti anni dovrà sottoporsi ad interventi di ricostruzione facciale.
Ma la giustizia si muove con i suoi tempi. Nel luglio del 2008, il giudice di pace di Casteggio ha davanti a sè Maria Claudia C., 38 anni; e Ivan R., 28 anni, i due istruttori del centro agrituristico oltrepadano che sono stati ritenuti responsabili dell'incidente. I due sono assistiti dagli avvocati Micaela Nicrosini di Voghera e Cinzia Merendino di Villa San Giovanni. Qui si apre un gioco giudiziario, con l'avvocato di parte civile, la Pizzo, che chiede la trasmissione degli atti alla procura perché si proceda anche per la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Questo permetterebbe di considerare il reato procedibile d'ufficio e, di conseguenza, l'assicurazione risarcirebbe il danno. I due imputati, gli istruttori, sono infatti non assicurati e in pratica nullatenenti. Il giudice Di Giorgi accoglie l'eccezione e trasmette il fascicolo alla procura della Repubblica, perché proceda con la nuova contestazione. Da allora di questa vicenda non si sa quasi più nulla. E mentre si attende la perizia, incombe il rischio della prescrizione. (f.ma.)