Abusi sulla figlia di 4 anni, padre assolto


GARLASCO. Abusi sessuali sulla figlia di 4 anni. Un'accusa che lo ha accompagnato fino alla sentenza di assoluzione con formula piena. Per un padre 35enne è finito ieri l'incubo iniziato nel 2004, quando la relazione di un neuropsichiatra infantile aveva dato il via all'inchiesta.
Alcune frasi della bambina avevano fatto sorgere sospetti su presunti atti sessuali compiuti dall'uomo un giorno in cui la piccola era a casa del padre, separato dalla moglie. Sul caso erano state coinvolte le autorità sanitarie e gli assistenti sociali. Un atto doveroso di fronte ad episodi che riguardano minori. La relazione di un neuropsichiatra era stata trasmessa all'autorità giudiziaria che aveva avviato l'inchiesta. Il passaggio più delicato era stata l'audizione della bambina, protetta e assistita dalla presenza di uno psicologo, nel corso di un incidente probatorio. Il dibattimento davanti al tribunale di Vigevano (presidente Stefano Scati, giudici a latere Bruna Corbo e Maria Rita Cordova) però ha messo in crisi l'impostazione accusatoria.
A scagionare l'imputato, difeso dall'avvocato Stefania Chiessi, sono state ancora una volta le relazioni degli specialisti. Prima una consulenza tecnica della difesa, poi la testimonianza di un neuropsichiatra del tribunale dei minori sono giunte a conclusioni diverse rispetto alla valutazione psicologica originaria da cui era partita l'inchiesta.
Le argomentazioni difensive basate sulle valutazioni degli specialisti hanno convinto il tribunale, ma anche il pubblico ministero Silvia Baglivo che, a sua volta, ha chiesto l'assoluzione dell'imputato. La lettura del verdetto è stata accolta dal padre, presente in aula, come la fine di un incubo e la rinascita della speranza di rivedere la bambina. Un provvedimento del giudice gli vietava, infatti, di avvicinare la figlia. Per tornare a riabbracciarla dovrà però attendere un'altra decisione del giudice.

Lorella Gualco