Mourinho e l'Inter senza paura a Barcellona

BARCELLONA. Forse il Barcellona e i suoi tifosi hanno semplicemente sbagliato tattica. Perchè Josè Mourinho, alla vigilia di una partita con tanta tensione, è come un topo all'ingresso di una fabbrica di formaggio: felice e perfettamente a suo agio. Non è neanche imbronciato come al solito, anzi, gli scappano pure un paio di sorrisi e si capisce che queste sono le sue partite.
Non si fa intimidire da uno stadio e tanto meno dalle bellicose parole dei giocatori del Barca, anche perchè la dialettica provocatoria è una delle sue armi migliori e Piquè e compagni hanno solo da imparare. Eccolo allora attaccare subito proprio dove i catalani sono più sensibili e cioè sul gran parlare di 'remuntada" e sul loro rapporto con Madrid: «Mi sorprende tutta questa storia della rimonta - spiega - qual è il problema per la miglior squadra del mondo rimontare da 3-1? Non c'è problema, non bisogna fare la guerra, non c'è dramma, è una cosa assolutamente alla portata del Barcellona». Per Mou la finale di Champions «per l'Inter è un sogno e per il Barcellona un'ossessione chiamata Madrid e Santiago Bernabeu». Un'ossessione? «Si, proprio un'ossessione: ho vinto con il Barcellona una finale di Coppa del Re al Bernabeu e ho capito il significato di quella partita, sembrava avessimo vinto la Coppa del mondo. E' anti-madridismo, ma non lo dico per criticare, una finale di Champions a Torino sarebbe un'ossessione per l'Inter». Il portoghese. se la ride quando gli viene chiesto del perchè compaiano delle guardie del corpo assieme a lui («Ci sono sempre», spiega l'Inter, anche se nessuno li aveva mai visti); o quando una terrificante suoneria di telefonino fa da sottofondo alle sue parole. Il maestro davanti ai microfoni è lui, non c'è dubbio. E' dove vorrebbe essere, con un vantaggio tutto sommato insperato e imprevisto, e assicura che anche i suoi giocatori non avvertiranno l'ansia di un traguardo che manca da 38 anni in casa nerazzurra. C'è appunto un sogno da raggiungere e Mourinho vuole contribuire a far tornare in mente a Massimo Moratti i tempi d'oro dell'Inter di suo padre Angelo: «L'unico mio obiettivo e' raggiungere il sogno dell'Inter - aggiunge Mourinho - Non posso dire che sia il mio, visto che ho vinto la Champions prima, ma questa generazione interista non l'ha mai vinta, è da quasi 40 anni che non gioca una finale. Se posso dare un piccolo contributo per fare in modo che Moratti si ricordi dei tempi d'oro di suo padre, sarò molto, molto felice». In campo (20.45, diretta su RaiUno e Sky) ci sarà la solita formazione offensiva, Sneijder compreso: «Sta bene e giocherà», assicura Mou. A Barcellona c'è anche Balotelli, ma figuriamoci se Mourinho non liquida pure lui: «E' qui per colpa di Stankovic, che è squalificato, ma ha pianto perchè voleva venire. E allora ho deciso di portare tutti a Barcellona».