Altri due carabinieri sotto accusa

ROMA.Concorso in omicidio volontario per la morte di Gianguerrino Cafasso, il pusher delle trans di via Gradoli. E' l'ipotesi di reato per la quale la procura di Roma ha disposto l'iscrizione nel registro degli indagati di altri due carabinieri coinvolti nell'affaire Marrazzo.
Si tratta di Luciano Simeone e Carlo Tagliente, accusati di avere contribuito alla morte di Cafasso, deceduto il 12 settembre scorso in un albergo sulla via Salaria, a Roma, per avere ingerito una letale speedball di eroina purissima. Per la stessa accusa lo scorso 29 marzo era già finito in carcere il maresciallo della compagnia Trionfale dei carabinieri, Nicola Testini, ritenuto dagli inquirenti l'autore materiale del delitto. Sarebbe stato lui a cedere al pusher la dose letale di eroina la notte a cavallo tra l'11 e il 12 settembre.
Simeone e Tagliente sono i due militari che il 3 luglio dello scorso anno sorpresero e filmarono con il cellulare, in un appartamento di via Gradoli, l'allora governatore del Lazio, Piero Marrazzo, in compagnia del viado Natali. Secondo il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli, i due, insieme a Testini e a Antonio Tamburrino, altro militare della compagnia Trionfale, avrebbero tenuto sotto scacco per mesi l'ex Governatore a scopo di estorsione.
Le accuse a carico di Simeone e Tagliente sono connesse a quanto compiuto da Testini. Il movente del delitto sarebbe lo stesso: liberarsi per la 'salvezza comune' di un testimone che sapeva troppo: era in possesso del filmato che ritraeva Marrazzo e avrebbe potuto ricattarli. Da qui la necessità di farlo fuori. Accuse che il difensore di Simeone, Bruno Von Arx, bolla come 'fantasiose".
Intanto ieri, a più di cinque mesi dalla morte, la procura ha dato il via libera alla sepoltura di Brenda, la trans testimone del caso Marrazzo deceduta il 20 novembre scorso per un incendio divampato nel suo monolocale. Gli inquirenti ipotizzano che si sia trattato di un omicidio. (a.s.)