Quelle pagine pavesi su Garibaldi e il Risorgimento
PAVIA. Giornata di studi sul Risorgimento e sul garibaldinismo pavese, nel 150º dell'Impresa dei Mille.
L'appuntamento è fissato per venerdi sera (ore 20,30), nella sala della Bifora del castello di Belgioioso. In quella occasione, verranno presentati i libri Garibaldi e il garibaldinismo pavese, a cura di Fabio Zucca e di Gianfranco De Paoli (Edizioni Unicopli) e Il roseto della pace. Le donne lombarde nel 1859, di Roberto Albanese (Il Cartiglio Mantovano). L'incontro è organizzato dal Comune di Belgioioso, in collaborazione con l'Università di Pavia e la sezione di Pavia dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. Alla serata interverranno gli autori.
Partiamo dal libro di Zucca, sindaco di Belgioioso, nonchè direttore dell'archivio storico dell'Università, e del professor De Paoli, per trent'anni docente del liceo classico «Ugo Foscolo» e apprezzato studioso di storia locale. «Garibaldi e il garibaldinismo pavese» raccoglie, con felice scelta di tempo, nel 150º dell'Impresa dei Mille, che precede di pochi mesi l'analoga ricorrenza dell'Unità d'Italia, gli atti del convegno che si svolse nell'ottobre 2007, in occasione del bicentenario della nascita dell'Eroe dei Due mondi, con contributi di Mino Milani, Pierangelo Lombardi, Fabrizio Bernini, Almerigo Apollonio, Eva Cecchinato e dello stesso De Paoli. Pavia e il suo territorio diedero un contributo tutt'altro che irrilevante alla liberazione del Meridione dal giogo borbonico: furono centinaia i volontari pavesi che partirono da Quarto con i Mille e tanti anche coloro che presero parte ad altre pagine dell'epopea garibaldina, dall'Aspromonte a Mentana fino alle battaglie nei Vosgi contro i prussiani in difesa della Francia repubblicana. Gli Atti contenuti nel volume, «sono il frutto di quell'intensa giornata dedicata sia alla rievocazione storica che alla promozione di nuove ricerche che, partendo da una prospettiva locale, collocano il garibaldinismo pavese in ambito nazionale anche attraverso il ruolo di centro di formazione della nuova classe dirigente svolto dall'ateneo pavese».
L'opera di Roberto Albanese si sofferma invece sul ruolo svolto dalle donne lombarde nel 1859, quando soccorsero i feriti dopo le durissime battaglie di Solferino e San Martino, durante la Seconda guerra d'Indipendenza (una carneficina che, si disse, turbò anche l'imperatore francese Napoleone III, talmente sconvolto dalla visione dei caduti sul campo di battaglia da indurlo a interrompere le operazioni belliche e a concludere l'armistizio con Vienna). Secondo l'autore, fu proprio la spontanea azione umanitaria a favore dei feriti di entrambi i fronti (francopiemontesi da una parte, austriaci dall'altra) a dare allo svizzero Henry Dunante l'idea di creare l'organizzazione internazionale che divenne la Croce Rossa.
Si trattò di una svolta epocale, perchè prima del 1859 non esisteva alcuna struttura per il soccorso in battaglia, con i feriti che venivano praticamente abbandonati a se stessi.