«Meritiamo il primo posto»
CARPENEDOLO.Lo dice lui, il capitano, quello che tutti pensano ma che nessuno, per scaramanzia, vuole dire: «E' giusto che questo campionato lo vinciamo noi, sarebbe un premio anche al gruppo che si è creato». Benny Carbone guarda già a domenica, alla sfida con l'Alto Adige che può valere il primo posto, e conta sul fatto che anche la Pavia del tifo sappia a sua volta fare gruppo attorno agli azzurri: «Speriamo che lo stadio sia pieno».
Se il capitano non si nasconde, la prudenza è la parola d'ordine che riecheggia nelle parole di società e tecnico. «Ai ragazzi ho detto solo che devo ripetere la prestazione di oggi - dice il presidente Pierlorenzo Zanchi - ci eravamo riproposti di fare bene nelle ultime partite, ora ne rimangono due, una delle quali forse determinante. Se faremo bene anche domenica, vedremo».
Lo stesso Amedeo Mangone non ne vuol sapere di tabelle e calcoli: «Pensiamo solo a noi, a fare il meglio possibile. Certo, domenica c'è lo scontro diretto con l'Alto Adige, ma dobbiamo semplicemente continuare a fare le cose che facciamo da mesi. Abbiamo avuto in questo campionato anche qualche momento di difficoltà - anche perché si era ancora alla ricerca di una identità - ma alla lunga i risultati sono arrivati. Bisogna anche sottolineare che questa squadra è in serie positiva da parecchio tempo». E non solo: perché del lotto delle contendenti per i primi posti sembra quella più in forma: «Si, stiamo bene fisicamente e anche mentalmente, ma anche le altre squadre hanno valori e giocatori». Quanto a qualità, quella del Pavia è di primo piano se è vero che proprio Mangone nota, analizzando la gara di ieri: «Abbiamo sofferto un po' nel primo tempo, ma poi nel secondo a mio avviso ha prevalso la maggior qualità dei nostri giocatori».
Carbone, Ferretti e Boldrini hanno dato una svolta alla gara, ma il tecnico oltre al valore di certi singoli rimarca il ruolo dei comprimari: «La difesa inedita? Ha fatto bene, e anche quando siamo rimasti in dieci e senza Ricci chi è stato chiamato a fare il terzino - D'Amico e Bonacina - ha dato il suo apporto. Questa è una squadra che ha acquisito la consapevolezza della propria forza, ma con giocatori che sanno anche sacrificarsi in ruoli non loro».
Come Luca Ricci, che dopo essere stato impiegato per quasi tutto il torneo come laterale destro (il suo ruolo naturale sarebbe quello di centrale), ieri causa emergenza ha fatto anche il terzino sinistro. Una prestazione positiva, quella del difensore arrivato da Cesena (a proposito di Cesena, ieri si è visto anche il vicepresidente Marino Vernocchi, dirigente del club romagnolo). Ma Ricci è visibilmente arrabbiato per il rigore e la conseguente espulsione: «Non c'era neanche fallo, ho semplicemente protetto la palla, tanto che Lorenzini non ha nemmeno protestato. Quando l'arbitro ha fischiato il calcio di rigore ho pensato: 'Ha sbagliato, pazienza". Ma mai avrei pensato al cartellino rosso. Avevo già deciso di rinunciare alla convocazione con la Under 20, visto l'impegno col Pavia in questo finale di campionato decisivo. A questo punto andrò, visto che sarò squalificato». E per il Pavia si porranno seri problemi in difesa, già ridotta all'osso prima della gara di Carpenedolo viste le assenze di Visconti, Daffara e - sia pure indirettamente - di Mazzocco.
Ma per il momento il Pavia si gode i colpi dei suoi fuoriclasse. Andrea Ferretti, ancora lui, una doppietta che vale tantissimo: «E' stata una grande vittoria dopo un primo tempo in cui abbiamo giocato un po' contratti. Poi nella ripresa li abbiamo messi sotto chiudendo la partita. Io, Benny e Boldrini siamo in gran forma. Fisicamente ormai sono a posto, questo mi consente finalmente di fare le cose che voglio».
Benny Carbone, invece, le cose speciali non ha mai smesso di farle. «Primo tempo un po' sotto tono - dice il capitano - poi ci siamo rimessi a giocare meritando di vincere». Più assist che gol, per lui, in questo finale di campionato: «Finché vinciamo va bene cosi. Il terzo gol? Mi ha ricordato uno di quelli che facevo segnare ad Andrea Silenzi». Al posto dell'allora centravanti del Torino c'era stavolta un altro Andrea, Ferretti: «Un vero talento, anche sprecato per questa categoria».