Cambia la mappa del potere


ROMA.A Trieste inizia l'era di Cesare Geronzi. Il banchiere approda ai vertici della più importante compagnia assicurativa italiana, vero e proprio centro di potere finanziario con proiezione internazionale presieduto per lungo tempo da Antoine Bernheim.
Non si tratta di un cambio della guardia scontato e neppure di una soluzione escogitata per mettere al riparo il banchiere da eventuali condanne nei procedimenti che lo vedono ancora tra gli imputati.
Geronzi, con il pieno accordo dei soci francesi (Bolloré e Tarak Ben Ammar) e il sostegno della famiglia Berlusconi (azionista di Mediobanca) è chiamato a ridisegnare una serie di alleanze che potrebbero cambiare alcuni tasselli del complesso mosaico di potere della finanza italiana.
Innanzitutto si consolida un asse con Francesco Gaetano Caltagirone, potente costruttore della capitale nonché editore del 'Messaggero", del 'Mattino" di Napoli e de 'Il Gazzettino" di Venezia: l'imprenditore capitolino non ha fatto mistero di voler accrescere il suo ruolo nel sistema creditizio e un nuovo asse sembra aprirsi tra Roma e Trieste che passa anche per le grandi opere alle quali Caltagirone è molto interessato sotto varie vesti (Vianini e Cementir).
In un puzzle che vede molti tasselli cambiare se la Capitale espropria Trieste insieme ai francesi, la Lega punta a portare alla presidenza dell'Abi (Associazione bancaria italiana) quel Massimo Ponzellini che ieri è stato riconfermato alla guida della Banca Popolare di Milano, pur mantenendo anche la presidenza di Impregilo. Forse non è un caso che protagonisti del mondo imprenditoriale legato alle grandi opere (in Italia e in Francia dato che Bollorè è un altro operatore del settore delle costruzioni) abbiano conquistato importanti poltrone nella finanza.
Sembra quasi che i due colossi del credito, Intesa San Paolo e Unicredit, siano assediati da un nuovo salotto buono che dopo essersi insediato nelle stanze di Enrico Cuccia a Mediobanca si sta preparando ad ampliare la propria sfera di influenza al Corriere della Sera (dove lo stesso Geronzi ha trovato posto nel consiglio d'amministrazione della capogruppo Rcs) e al mondo delle ex municipalizzate (da quelle venete all'Acea di Roma dove proprio pochi giorni fa Francesco Gaetano Caltagirone è salito oltre la soglia del 10% del capitale). Dopo l'era del salotto buono di Mediobanca, dove sedevano le grandi famiglie del capitalismo italiano, dai Pirelli agli Agnelli, dai Falck ai Lucchini, si sta aprendo forse un capitolo sotto l'insegna di una storica figura del collateralismo banca-potere, come quella di Cesare Geronzi.

Andrea Di Stefano