In arrivo 3 medici di base in più


VIGEVANO. A Vigevano sono entrati in servizio, dalla scorsa estate a oggi, sei nuovi medici di base: si è passati da 47 a 53 per 63mila abitanti. Ma ne servono altri per raggiungere il rapporto ottimale.
A Vigevano il rapporto è di un medico ogni 1188 abitanti, non calcolando i pediatri che si devono suddividere però tra più Comuni. Il contratto di categoria siglato con il ministero della Sanità indica come rapporto ottimale un medico ogni mille residenti. A Vigevano, quindi, non è rispettato, ma l'Asl annuncia l'arrivo di altri 3 medici di base in città. «So che ci sono ancora ambiti carenti - afferma Livio Ragone, medico di base - nel senso che il rapporto ottimale non è raggiunto. L'indicazione di un medico ogni mille abitanti ha lo scopo di favorire la popolazione agevolando la scelta del medico e riducendo i tempi di attesa, ma anche nel nostro ambito professionale i numeri non sempre si adattano alla realtà».
Il problema è anche la suddivisione dei pazienti tra i medici e il futuro dei giovani che si affacciano alla professione. «Per quanto mi riguarda - continua Ragone - mi va bene avere anche 1.500 assistiti, un numero che consente al medico di avere un quadro epidemiologico esauriente. Di più no, sarebbe troppo. Anche i mille indicati come numero ottimale potrebbero soddisfare l'esigenza di venire a contatto con una casistica di patologie sufficiente a crescere professionalmente. Ma non meno. Il fatto è che, come in tutte le professioni, opera la selezione naturale. Un giovane medico fa fatica ad inserirsi. Con un bacino di 200 assistiti è più difficile acquisire esperienza. Il problema, quindi, non è solo quantitativo, ma anche qualitativo».
Una soluzione potrebbe essere la medicina associata. «La medicina in gruppo o la medicina in rete - sostiene Ragone - sono realtà che lentamente si stanno affacciando anche a Vigevano. E' un modo di condividere le esperienze che può aiutare anche i giovani». C'è poi un altro problema: la progressiva burocratizzazione. «Gli adempimenti burocratici - conclude Ragone - aumentano a scapito delle attività cliniche e diagnostiche, che sono l'essenza della professione».

Lorella Gualco e Pier Angelo Vincenzi