Si getta in mare e annega i due figli
ROMA.«Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore di andare avanti. Non si può scegliere come sentirsi, ma si può fare sempre qualcosa per cercare di stare meglio possibile». Un messaggio lasciato su Facebook appena una settimana fa a raccontare il suo disperato tentativo di «andare avanti» nonostante tutto. Nonostante la malattia dei figli, che secondo i vicini erano sofferenti di autismo, nonostante la separazione del marito, la solitudine. Poi, ieri, non ce l'ha più fatta: Vanessa Lo Porto, 31 anni, ha ucciso i suoi due bambini di 2 e 9 anni in quello che secondo la sua versione dei fatti sarebbe stato un tentativo di suicidio nel mare di Gela.
«Venite a prendermi, ho ucciso i miei bambini». Era la tarda mattinata quando ha chiamato il 112 con il suo cellulare dalla spiaggia di Torre di Manfria, una località balneare tra Gela e Licata in provincia di Caltanissetta. Aveva raggiunto il lungomare, che si trova a sei chilometri dall'abitato, al volante di una Nissan Micra, poi ritrovata vicino alla spiaggia.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori avrebbe tentato il suicidio lanciandosi in mezzo alle onde con i bambini, ma, dopo averli affogato, si sarebbe messa in salvo riuscendo faticosamente a riguadagnare la riva. In base a una seconda ipotesi, avanzata dagli inquirenti, la donna potrebbe però anche non aver avuto alcuna intenzione di togliersi la vita, ma solo di uccidere i figli per far cessare uno strazio a cui da sola non riusciva a far fronte. Pare che avesse da poco scoperto che anche il figlio più piccolo Andrea Pio era autistico. Un disturbo dello sviluppo cerebrale di cui soffriva già il suo primogenito Rosario. Vanessa, disoccupata, era cosi piombata in uno stato di depressione dovuto anche al fatto che dopo la separazione dal marito Marco D'Augusta, un operaio di 42 anni, avvenuta sei mesi fa, si era ritrovata sola con i suoi bambini nella casa di Gela, nel quartiere Cantina Sociale, alla periferia della città.
Quando i carabinieri ieri sono arrivati sulla spiaggia, lei era li ad aspettarli. Arrestata per duplice omicidio aggravato, è stata ricoverata in stato di choc all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela e subito sedata. La sua stanza viene piantonata dalle forze dell'ordine e qui il pubblico ministero che coordina le indagini, Monia Di Marco, la sottoporrà nelle prossime ore ad un interrogatorio.
Intanto nell'area della tragedia due motovedette e un elicottero della Guardia costiera iniziavano le ricerche dei bambini, estese in un raggio di dieci chilometri. Ma a tarda ora soltanto il corpo del figlio di 9 anni era stato recuperato dalle forze dell'ordine. Le ricerche di Andrea Pio, rese difficili dal mare agitato, sono proseguite fino al calare della sera. Ai carabinieri, vigili del fuoco e squadra nautica della polizia impegnati nei soccorsi al largo di Gela, si è aggiunto anche un elicottero del soccorso aereo del 15º Stormo dell'Aeronautica Militare, decollato nel tardo pomeriggio dalla base di Trapani Birgi. Il papà dei bambini è rimasto a lungo davanti alla spiaggia nella speranza di ritrovare ancora in vita il più piccolo dei suoi figli.