«Non fate correre i maiali»
CILAVEGNA.Dall'Emilia Romagna parte una petizione per bloccare il Palio dei maiali di domenica 9 maggio, riesumato dopo tre anni di stop. Ieri l'associazione Amici degli animali di Monghidoro ha scritto al Comune e alla Pro loco, impegnati negli ultimi dettagli della 46esima edizione della Sagra dell'Asparago, chiedendo che la corsa dei porcellini Pidrucia, Pipu, Cicola e Francischin «sia sostituita con una forma d'intrattenimento che non preveda l'uso di animali e che non sia quindi causa di sofferenza e sfruttamento per nessuno». La richiesta è firmata, per i volontari bolognesi, da Lorenza Monti. Deciso il sindaco Giuseppe Colli: «Troppe persone vogliono farsi pubblicità con il nostro rinato Palio. Ribadisco che stiamo attendendo la risposta dell'Asl di Pavia: se ci dirà che il Palio non rispetta le norme igienico-sanitarie e in materia di tutela degli animali, ci fermeremo. Altrimenti, andremo fino in fondo». Da Monghidoro si precisa che i maiali «sono animali anatomicamente e fisiologicamente non adatti per la corsa: indurli a correre significa costringerli a comportamenti contrari alle loro natura». Inoltre, la realtà emiliana sostiene che l'utilizzo di animali nelle sagre è «diseducativo per i bambini». Mandati in soffitta nel 2007 dall'allora sindaco Giusto Fuga per timore di una denuncia degli animalisti, ora il suo successore Colli ha riabilitato i porcellini. Attirandosi le critiche della Lega antivivisezione, che, per bocca del responsabile provinciale Annalisa Gasparre, lo aveva già invitato a far marcia indietro. «E' una pessima scelta, anche perché il Palio degli ultimi tre anni, che non ha previsto l'utilizzo di maialini, ha riscosso comunque successo - afferma - Noi suggeriamo al sindaco di ritornare alla formula del Palio con maialini di cartapesta». Ma gli organizzatori non demordono: «I porcellini non sono maltrattati né cavalcati: sono orientati solo per pochi metri dai rispettivi fantini. Che si chiamano cosi non perché cavalcano i maialini, ma solo per convenzione».