«Bonifica Neca? Tutto regolare»
PAVIA.«La bonifica che stiamo facendo dell'area Neca è regolarissima, e il lavoro condotto dalla struttura incaricata è esemplare». Il giorno dopo le dichiarazioni di Giuseppe Longo, presidente onorario di Confesercenti Pavia, il quale ha definito ciò che sta avvenendo nell'area Neca «non una bonifica, ma una delle più grandi speculazioni edilizie degli ultimi tempi», i vertici della Fondazione Banca del Monte, di cui è presidente Aldo Poli, riprendono la scena.
Gli amministratori Andrea Astolfi e Ferdinando Crovace precisano: «Siamo una fondazione che persegue fini sociali e non scopi lucrativi. Dobbiamo osservare scrupolosamente le norme di legge. Quella in atto nell'area Neca è un'operazione che per la fondazione sarà una perdita, e che nessun imprenditore privato avrebbe mai fatto. E' fuori da ogni logica, poi, che si sostenga che sul posto si coprano rifiuti tossici e materiale radioattivo. Andremo avanti, abbiamo la coscenza a posto».
«Tutto regolare», ha confermato il supervisore, il professore di Ingegneria Paolo Venini. Come del resto i tecnici della Provincia, chiamati ad esercitare il controllo sulle operazioni.
I rappresentanti delll'Ati che si occupa della bonifica, formata dalle società 'Geoser" e 'Tecno habitat" hanno dato cifre e date. «Il costo previsto della bonifica è di circa 6.300.000 euro al netto i Iva - hanno spiegato -. Ad oggi sono stati corrisposti 4.015.850 euro. Il 29 marzo scorso è stata presentata al Comune di Pavia la proposta definitiva di Programma integrato di intervento. Le aree complessive oggetto del PII si estendono per 78.796 metri quadrati; la superficie lorda di pavimento costruibile è di 51.734 metri quadrati».
Anche la storia della bonifica è stata raccontata dai tecnici. A partire dalla trasmissione agli enti del progetto operativo, cosa fatta l'11 maggio 2009. «Il 9 giugno 2009 si è tenuta nel Comune di Pavia la conferenza dei servizi convocata con l'obiettivo di valutare il progetto», hanno spiegato. A cui ne è seguita un'altra il 21 dicembre 2009 per valutare un documento progettuale integrativo. A seguito di ciò è stata ottenuta l'autorizzazione con la richiesta di integrazione relativamente ai volumi/quantitativi di terre/scorie di fonderia rinvenuti nel corso dell'opera.
«Ad oggi abbiamo scavato circa 8.500 mc di terreno/riporto, pari a circa 14.500 tonnellate, di cui 4.500 smaltiti in impianti aesterni autorizzati e 4000 risultati conformi al riutilizzo in sito - hanno concluso i tecnici -. Per la fase 2 sono in corso di avanzamento gli scavi di bonifica dei depositi interrati di terre/scorie di fonderia, e stanno proseguendo le demolizioni delle strutture interrate». Il termine dei lavori è previsto a fine giugno.