Garlasco e Gropello uniti contro i vincoli nel Parco

GARLASCO.Parte da Garlasco e trova subito l'appoggio di Gropello l'idea di rimettere al lavoro il comitato dei Comuni che rientrano nel Parco del Ticino. Obiettivo: chiedere alle istituzioni che i vincoli paesaggistici alle pratiche edilizie valgano solo per le aree a effettiva valenza paesaggistica. Dal 1º gennaio infatti la normativa non distingue più tra le zone compromesse, cioè edificate, e quelle in cui l'ambiente naturale è tale da imporre un equilibrio rigoroso tra contesto ambientale e interventi. La proposta di riunire il Comitato dei sindaci interessati in tavoli di lavoro che coinvolgano le istituzioni, a partire dal Parco, arriva da Enzo Spialtini e trova favorevole Giuseppe Chiari, sindaco di Gropello. «Con l'attuale legge non c'è differenza tra un quartiere in pieno agglomerato urbano e un'area a valenza paesaggistica - si sofferma Spialtini -. Il fatto in sé di far parte del Parco condiziona tutto il territorio comunale a sottostare al vincolo paesaggistico. Il punto è che accade anche per interventi minimi, con allungamenti di tempi e maggiori costi».
La normativa fa il paio con la nuova disposizione generale che affida allo Stato tramite le Soprintendenze il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, condizione indispensabile affinché i Comuni in una seconda fase possano permettere ai privati di costruire. «Viene a crearsi un 'ingessatura generale, il problema è questo - riprende Spialtini -. Un esempio: se fino all'anno scorso bastava un mese per avere l'ok a costruire un box o un semplice sgabuzzino adesso ce ne vogliono sei». A fine marzo la Regione Lombardia ha pubblicato il Piano paesaggistico. E' in funzione sua che Garlasco e Gropello si sono uniti per chiedere agli interlocutori una deroga ai vincoli paesaggistici valevole per le zone edificate, in gergo tecnico le 'zone compromesse". Estendendo poi l'invito a sposare la causa a tutti i Comuni che rientrano nel comprensorio del Parco del Ticino. «Chiederemo innanzitutto che per ogni Comune vengano individuate le aree in cui non ha senso una normativa tanto stringente. Il Comitato dei sindaci vuole essere bipartisan e avere come primo interlocutore il presidente del Parco del Ticino Milena Bertani, con cui abbiamo sempre collaborato».
Senza contrapposizioni, precisa ancora il sindaco di Garlasco: «Sarà un gruppo di lavoro esteso. A Garlasco abbiamo stimato che l'80% del territorio è zona compromessa». A Gropello resta aperta la questione dell'uscita del Parco del Ticino auspicata un anno e mezzo fa dal consigliere di opposizione Cesare Piccinini. Il sindaco ne ha condivise le ragioni e ha preparato il terreno a un eventuale referendum popolare sull'argomento avviando l'iter di modifica dello statuto comunale. Il piano paesaggistico regionale ha portato sulla stessa linea Gropello e Garlasco, concordi sulla necessità di sgravare le aree prive di interesse paesaggistico dal sistema dei vincoli entrati in vigore con il primo gennaio. L'obiettivo è ridurre costi e tempi a carico dei cittadini. Il sindaco Enzo Spialtini conta di convocare a inizio maggio i primi incontri istituzionali. Tra gli interlocutori i sindaci che condivideranno la missione del gruppo di lavoro guidato da Garlasco, Regione Lombardia, Parco del Ticino. (si.bo)