Goldman Sachs sotto inchiesta per frode

MADRID. Il ciclone Goldman Sachs arriva su Madrid quando l'Eurogruppo si è appena concluso e i ministri che partecipano all'Ecofin si sono spostati verso il banchetto al Reina Sofia. Da New York arrivano notizie terribili: la grande banca d'affari Goldman Sachs è stata messa sotto inchiesta per frode su un prodotto speculativo sui mutui subprime.
E' la Sec, l'organismo di controllo sui mercati finanziari americani, ad aver aperto l'inchiesta. La notizia scatena un terremoto che riporta la paura a Wall Street e su tutte le piazze finanziarie. Goldman perde il 14%, i titoli bancari precipitano. Anche in Europa dove si bruciano centinaia di milioni, sempre sui titoli bancari con Deutsche Bank che perde il 7,27%, Intesa e Unicredit il 3%.
Milano chiude a -2,26%. Unica notizia positiva: la paura blocca la speculazione sul petrolio che cala del 3%.
L'inchiesta riguarda il prodotto Abacus Ac1, messo in vendita nel 2007, su pressione del mago dei derivati John A. Paulson che con quei prodotti finanziari guadagnò alla fine 3 miliardi e 700 milioni di dollari.
L'accusa della Sec è chiara: mentre la bolla speculativa scoppiava e migliaia di risparmiatori perdevano miliardi di dollari Goldman Sachs si arricchiva.
«Accuse completamente infondate sia dal punto di vista legale che fattuale - commenta Goldman in una nota - le contesteremo in modo vigoroso e difenderemo la reputazione della società».
Un prodotto del 2007. Le date sono importanti, soprattutto per Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia dal 2005, ma prima vicepresidente di Goldman Sachs.
Fatti avvenuti quando lui era già fuori da un paio d'anni. «Non è possibile legare il mio destino sempre a quella storia», dice prima di incontrare i giornalisti dopo l'Eurogruppo e la prima tornata dell'Ecofin.
Alla prima, e ultima, domanda sull'argomento risponde: «Non ne so niente, non ne abbiamo parlato».
Seguono le considerazioni sugli argomenti di giornata. Sulla crisi: «Ci troviamo in una situazione migliore di quanto pensassimo un anno fa, ma non cosi buona come i mercati pensano sia». E ancora: «La ripresa è fragile, non uniforme, è ancora sostenuta da politiche fiscali e monetarie». Elemento questo che si lega alla questione occupazione che - dice Draghi - «aumenta ovunque». «Bisognerà fare le riforme strutturali necessarie per rialzare il sentiero della crescita», dice ancora il governatore.
Poco dopo Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, si concede alla tv: «Per l'Italia è fondamentale fare le riforme economiche e la decisione è lavorare con l'Europa in modo che le nostre riforme siano condivise e non una sorpresa».

dall'inviato Alessandro Cecioni