Maxi furto nella boutique Giorgi


BRONI.Una scena da film: hanno agito come se dovessero dare l'assalto al caveau di una banca, scavando nottetempo un tunnel nei sotterranei, e invece il loro obbiettivo era un negozio di abbigliamento. E' vero però che il bottino è stato di tutto rispetto, si parla di quasi 100 mila euro, e che il negozio svaligiato è sicuramente una delle boutique più note dell'Oltrepo orientale. A finire nel mirino è stato «Giorgi Uomo», il negozio di abbigliamento maschile dei fratelli Walter e Fabrizio Giorgi, in via Emilia a Broni. A quanto pare il danno non è coperto dall'assicurazione.
«E' stato un colpo dalla dinamica allucinante - afferma Fabrizio Giorgi - Quando mi sono trovato davanti il magazzino completamente vuoto, non potevo quasi credere ai miei occhi. Nessuno sapeva che avevamo quel locale, i clienti non ci sono mai entrati. Ho scoperto il furto solo alle 10.30, due ore dopo l'apertura, quando sono sceso a prendere un paio di scarpe per un cliente».
Perchè dice che si è trattato di un colpo cosi singolare? «Il magazzino svaligiato - risponde Giorgi - si trova sotto la boutique. Non ci sono vie di accesso, tranne la porticina che conduce al negozio. Le pareti sono costituite da vecchi muri portanti, spessi almeno 60 centimetri e in alcuni punti anche di più. La boutique e le vetrine esterne sono protette da un sofisticato sistema antifurto: basta un minimo tentativo di intrusione per far suonare la sirena e dare l'allarme alla centrale dei carabinieri. Il magazzino, invece, proprio per le sue caratteristiche non era protetto dall'allarme: per entrare li sotto, pensavamo, bisognava per forza passare dal negozio, facendo quindi scattare l'antifurto. Evidentemente la banda che ci ha derubato sapeva tutto: non hanno neppure aperto la porticina che c'è tra il negozio e il magazzino, proprio per non far scattare l'allarme. Mi domando come facessero a sapere queste cose».
Avevate molta roba in magazzino? «La stanza, di circa 40 metri quadrati, era piena di merce - spiega il titolare - C'erano scatoloni e scaffalature con abiti appesi fino al soffitto. Tutta roba delle migliori marche, scarpe comprese. Non siamo ancora riusciti a fare un inventario esatto, ma sono sparite centinaia di capi: penso che non sia azzardato ipotizzare una cifra compresa tra gli 80 e i 100 mila euro».
I commercianti hanno trovato un buco di circa 40 cm di diametro, profondo 60 cm, che conduceva ai fondi di un appartamento vicino, disabitato da tempo, che si affaccia su una strada che si trova dietro la via Emilia. «E' incredibile, si sono mossi come se avessero avuto la planimetria della casa - prosegue Giorgi - Dalla nostra parte il buco è esattamente all'altezza del pavimento; dall'altra parte, quella nella cantina del vicino, è invece a un metro di altezza. Sapevano con esattezza dove scavare: hanno centrato con precisione millimetrica una nicchia, una rientranza del muro che gli ha permesso di avere meno spessore davanti. Sarebbe bastato sbagliare di 10 centimetri per trovare un muro spesso un metro o arrivare alle fondamenta dell'edificio invece che dentro il nostro magazzino». La banda ha utilizzato un camion oppure numerosi furgoni: ma nessuno ha visto nulla.
(ha coll. Pierangela Ravizza)

Paolo Fizzarotti