«Danni enormi se durerà molti giorni»


«E' possibile prevedere con anticipo dove si dirigerà la nube, ma nessuno è in grado di dire quanto durerà». A spiegarlo è il vulcanologo Mauro Coltelli responsabile dell'Unità di vulcanologia della sezione di Catania dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) nonchè referente dell'Ingv proprio per i problemi delle ceneri vulcaniche.
Come è possibile che si verifichi tutto questo?
«Si crea del magma che risale velocemente il condotto del vulcano frammentandosi e producendo gas e materiali piroplastici che formano una colonna eruttiva che a quel punto entra in atmosfera.
Il meccanismo è simile a quanto avvenne sull'Etna nel 2002 anche se ad un'intensità allora inferiore.»
Sull'Etna?
«Si era la fine di ottobre del 2002 e la nube durò tre mesi fino a gennaio del 2003».
Che danni possono provocare queste nubi?
«Per quanto riguarda la salute quando sono molto diluite non sono pericolose per la popolazione e creano problemi solo a chi soffre già di malattie respiratorie.
Allo stesso modo possono esserci delle ricadute al suolo che possono creare problemi alla circolazione ma se non cadono quantità elevate i disagi sono minimi. Il problema più grande riguarda gli aerei».
Perchè?
«Perchè in questo caso anche una quantità molto piccola può creare danni rilevanti danneggiando i motori.
Per questo è stato bloccato tutto il traffico aereo del settore Atlantico settentrionale».
Quali conseguenze potrebbe avere invece sul clima?
«Le conseguenze sul clima, vale a dire un abbassamento delle temperature in quanto la nube trattiene i raggi solari, di solito sono massime quando i vulcani eruttano nella fascia tropicale e equatoriale e quando la nube si trova a una quota molto elevata, sopra i 15-20 chilometri di altezza, perchè ci impiega anche settimane a ricadere al suolo. Nel caso dell'Islanda la nube è a bassa quota e ci troviamo nell'emisfero Nord quindi gli effetti sul clima dovrebbero essere ridotti».
Si può prevedere dove andrà?
«Qui a Catania abbiamo un sistema molto avanzato per prevedere questi spostamenti e a livello comunitario esiste il Volcanic Ash Advisory Centres, un'organizzazione internazionale con sedi a Londra e Tolosa, al cui interno vengono lanciati dei modelli di simulazione che in base alla densità della nube e ai venti possono prevedere dove questa si sposterà».
E si può anche prevedere quanto durerà?
«Questo purtroppo no. Nes1suno sa quando questo fenomeno finirà.
C'è da dire che più intensa è e prima finisce: quella dell'Etna durò tre mesi, questa dovrebbe durare meno ma potrebbe trattarsi di giorni e ogni giorno che passa i danni al traffico aereo aumentano in modo esponenziale».
Infine: qualcuno l'aveva prevista questa eruzione?
«A fine marzo sembrava una piccola eruzione laterale, nessuno si aspetteva tutto questo».

Monica Viviani