Amore e violenza all'inizio del secolo

PAVIA.Autore di stampo e di gusto ottocentesco fortemente influenzato dalla grande letteratura popolare, D. W. Griffith ritenne sempre che il cinema poteva e doveva essere il corrispettivo moderno di essa, un nuovo modo di raccontare temi ed idee.
In linea con questa convinzione, nel 1919 realizza 'Broken Blossoms - Giglio infranto" (oggi, ore 21, a Spaziomusica con l'accompagnamento musicale del collettivo bluEsForCE), opera straordinaria, perfetta ed appassionante, in cui il patetismo è ampiamente riscattato da una serie di componenti linguistiche che ne fanno forse la sua opera migliore. Si tratta dell'amore d'una tredicenne per un cinese e della violenza del padre della ragazza, pugile ubriacone, che giunge ad ucciderla di botte, per essere a sua volta ucciso dall'innamorato.
Film in gran parte d'interni (tanto da anticipare il 'Kammerspiel" di qualche tempo dopo), dispiega una cura sublime nelle atmosfere - una strada dalle misere case nascoste dalla nebbia, una povera camera, uno squallido negozio di un sordido quartiere popolare - e nell'analisi psicologica in termini di pura immagine, nonché nel montaggio che, soprattutto nel finale, raggiunge le vette più alte dell'intera produzione griffithiana.
Eccezionale l'interpretazione di Lilian Gish: la scena in cui fa fita di sorridere alzando con due dita a V gli angoli delle sue labbra divenne celebre. (f. c.)