Il nuovo Parco del Ticino

Arriva la primavera e si anima il dibattito sul Parco e sulle sue funzioni. Troppi vincoli, pochi vincoli, ma perché non mi lasci fare, ma perché lo lasci fare. Un dibattito a volte giusto e preoccupato su temi veri, spesso riduttivo e scontro fra tifoserie ferme.
Il Parco del Ticino non è antagonista rispetto alla società che si è sviluppata sui suoi territori ma interlocutore dello sviluppo del modello sociale, dalla trasmissione della cultura ai modelli di sviluppo insediativo, alla programmazione economica in un contesto di conservazione, tutela e promozione.
Il Parco del Ticino, per storia e collocazione, è il centro di molte aspettative e deve proporsi anche come modello di sviluppo per il territorio.
Questo è uno degli obbiettivi dati al CdA insediatosi due anni fa dall'Assemblea dei Sindaci e Presidenti di Provincia che la compongono.
Il Parco è anche un «prodotto»: «prodotto» della storia, «prodotto» di anni di battaglie e conquiste per la tutela e la conservazione dell'ambiente, «prodotto» oggi da fruire, e perché no, da vendere.
Il termine «prodotto» non può impaurire. Prodotto è come un Parco da vincolo diventa opportunità per i territori. Ben voluta e tutelata «abitazione» di chi vi risiede perché espressione di «valore» in senso ampio.
Dalla concezione che privilegia solo il valore estetico-paesaggistico, si deve passare ad una concezione ambientalista congiunta con quella economico-sociale.
Il Parco diventa cosi un' opportunità per l'iniziativa imprenditoriale e per l'occupazione. Un luogo non solo da guardare come un museo ma da vivere e dove prendersi cura di sé.
Una palestra a cielo aperto, da trattare con immensa tutela, serbatoio straordinario di biodiversità, portatore di esperienze uniche.
Un «prodotto» che si esprime con materie prime e culture eccellenti di gastronomia, con prodotti unici da consumare, portare a casa e ricomprare lontano dallo stesso. Luogo di promozione di culture materiali quotidiane e tradizioni vive, manifestazioni, eventi che possano attrarre gente da fuori.
Quindi un lavoro su più fronti su cui siamo impegnati fortemente: la tutela e la conservazione del territorio e dell'ambiente, studi e ricerche come il Piano di Azione per un Turismo Sostenibile presentato il 7 aprile ma anche i prodotti a marchio, negozi e punti promozione degli stessi già aperti o in via di apertura, i percorsi del gusto e le sinergie con i produttori, i ristoratori e gli agriturismi locali e altre iniziative che verranno.
Non sempre è facile farlo sapere, ma per noi importante è soprattutto farlo, perlomeno provarci. E' difficile fare rete quando anche la crisi accentua il protezionismo e la paura del nuovo. Ci vogliono molti anni e voglia di investire in intelligenza, creatività e risorse.
Va fatto in vista di quell'appuntamento che «potrebbe» essere l'Expo e i suoi 29.000.000 di visitatori previsti in sei mesi. Va fatto «a prescindere», perché il Parco del Ticino, solo se luogo e patrimonio di tutti, potrà vivere in una nuova dimensione di sviluppo fermando la pressione antropica e il consumo di suolo.

Luigi Duse / vicepresidente del Parco / del Ticino, Pavia