A piedi in tangenziale, salvato
VOGHERA.Giacomo cammina, cammina. Cammina forse da ore. Giacomo è in fuga. Una particolare, gioiosa fuga dal suo mondo che, alle dieci e mezza di sera, lo ha portato lungo l'asfalto della tangenziale di Voghera. Più di una volta la sua sagoma viene illuminata dagli abbaglianti delle auto che sfrecciano veloci, a volte frenando quando si accorgono che qualcuno sta passeggiando sulla tangenziale. Giacomo rischia di farsi travolgere, ma non se ne rende conto. Sarà una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri di Voghera, una decina di minuti più tardi, a salvarlo.
La strana fuga di Giacomo, cinquant'anni, una lunga storia di disagio mentale alle spalle, inizia probabilmente nella prima mattinata quando abbandona il Centro psico-sociale di Cinisello Balsamo. Li viene curato con affetto e attenzione, non è una persona pericolosa, non disturba gli altri. Ma, appunto, non sempre è cosciente delle sue azioni. E, incoscientemente, sale su un treno, forse poi su un pullman. Fatto sta che arriva a Voghera. Gira per la città tutto il pomeriggio facendosi notare dai passanti incuriositi: Giacomo indossa calzoncini corti, una maglietta leggera a mezze maniche, calza scarpe da ginnastica. Appare, come in effetti è, spaesato. Ma sorridente. E cosi che, verso sera, Giacomo decide che è l'ora di tornare a casa. Forse non riesce più a trovare la stazione e cosi, come un bambino che si è perso, sceglie di percorrere la strada più grande, quella che per lui va a Milano, la tangenziale. E' a quel punto che la pattuglia del Radiomobile viene avvisata del pericolo. In un batter d'occhio è li, affianca lentamente l'uomo che, al buio, cammina verso Casteggio. Giacomo inizia ad avere freddo, trema quando il carabiniere, delicatamente, lo invita a salire sull'auto e lo avvolge in una coperta. Giacomo ha un borsello sotto il braccio, lo consegna ai militari, ma non ci sono documenti, solo un abbonamento per il pullman. Non è molto. L'uomo viene portato in caserma, non crea alcun problema: i carabinieri, un po' inteneriti, fanno aprire la mensa e gli danno qualcosa da mangiare e una bottiglia d'acqua.
Nel frattempo contattano il pronto soccorso di Voghera e la centrale operativa di Milano. Scoprono rapidamente la sua identità, visto che un allarme per la fuga era già stato diramato. Contattano il medico di Cinisello che suggerisce, in attesa di un trasferimento al Cps, di far controllare Giacomo al pronto soccorso di Voghera. Fisicamente sta bene, psichicamente molto di meno. Viene affidato ad un medico di Psichiatria. Mentre se ne va, saluta i carabinieri, i suoi nuovi amici.