Cassolnovo, asilo a rischio chiusura

CASSOLNOVO. «Se non aumentiamo le rette l'asilo nido è a rischio chiusura». L'assessore ai servizi sociali Angelo Piazza ieri mattina in sala consigliare ha incontrato i genitori dei 22 alunni del nido di Cassolnovo, che hanno protestato per l'aumento delle rette da 170 a 300 euro. Alla base del ritocco delle tariffe, sostiene la giunta, le restrizioni imposte dal patto di stabilità.
Una norma che prevede che gli enti locali non possano spendere di più di quanto hanno speso tre anni fa. Per contenere la spesa si è scelta la strada dei tagli che l'anno prossimo diventerà quella dell'esternalizzazione.
«L'anno prossimo - chiarisce Piazza - il nido sarà esternalizzato e non è detto che non le tariffe del nido non si possano abbassare». Per il momento però i costi del nido sono aumentati per quasi tutti gli utenti di 130 euro, passando da 170 a 300.
Nonostante le fasce di reddito tutti i genitori sono in quella alta. Proprio dalle mamme e dai papà ieri mattina è arrivata una proposta di mediazione.
«L'aumento di oltre cento euro da un anno con l'altro - ha detto uno di loro - è in effetti eccessivo. Se fosse solo di cinquanta euro non avremmo problemi».
L'amministrazione sulla questione è però stata irremovibile. I tagli toccano anche la cultura e ci sarà l'aumento del 10 per cento della tassa per i rifiuti.
«O si fanno gli aumenti o si spende di meno - spiega il sindaco Alessandro Ramponi - Il fatto che uno aumenti le tariffe, però, non è legato a un guadagno, ma al contenimento della perdita. Siccome il nido come altri servizi a richiesta individuale non si possono chiudere, si cerca di aumentare le tariffe per avvicinarsi al pareggio e risparmiare. Il problema è che anche se un comune ha dei soldi da spendere in virtù del patto di stabilità non lo può fare. A questo punto taglieremo da altre parti, ad esempio negli investimenti sulla cultura, ma cercheremo di mantenere i servizi sociali, pur con prezzi maggiori».

Andrea Ballone