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Composto da tre chiuse in sarizzo, erano azionate a mano per regolare il flusso dell'acqua sui meccanismi idraulici. In prossimità del salto del mulino vi era, un tempo, la 'gora", un piccolo bacino costituito dall'allargamento a trapezio della sezione della roggia, da cui le acque della Mora raggiungevano il 'nervile" costituito dalle 'cateratte", accessi attraverso i quali, mediante una paratoia o serranda mobile, si dava il via all'acqua o la si bloccava costringendola ad immettersi nello scaricatore. Sono interessanti le indicazioni ricavate da una planimetria risalente alla metà del 1800 (messa in esposizione) redatta per volere dell'allora proprietario della Sforzesca, il marchese Apollinare Rocca Saporiti. Dal 2002, nel mulino è allestita la mostra permanente 'Le macchine di Leonardo", che presenta 40 esatte riproduzioni delle macchine edili, militari e per il volo, eseguite dai disegni contenuti nei codici leonardeschi. La cosa curiosa è la loro interattività: i visitatori possono infatti manovrarle per vederle in funzione (il mulino e la mostra sono aperti sabato 14.30-18 e domenica 10.30-12.30 e 14.30-18. Biglietto 5/3.50 euro). Merita una sosta la vicina Centrale Idroelettrica del 1904 (visite su prenotazione, tel. 0321 377900), in perfetto stile liberty e ancora funzionante con le turbine d'epoca. Al suo interno ci sono il bancone di comando originale e il gruppo 1 che ha funzionato per 99 anni fino al 2003.
Il mulino di Mora Bassa si raggiunge in bicicletta, partendo da piazza Ducale, in circa dieci minuti. Il percorso è lungo tre chilometri; usciti da piazza Ducale si percorre via Vittorio Emanuele, ci si immette in via Manara Negrone e si incrocia viale Leopardi; poi si prosegue in direzione Milano e si gira a sinistra in via Mora Bassa. Dal museo si arriva alla centrale Enel proseguendo per via Del Cimitero. (c.arg.)